Sì, a costo zero, ma in cambio il device ( in questo caso l'eBike) che trasmette i dati acquisisce valore
La prova è evidente nell’enorme quantità di strumenti di terze parti che comunicano con
Garmin: fasce cardio, powermeter, sensori di cadenza e velocità,
rulli smart, e molto altro.
Sono forse pagati da Garmin? Certo che no.
Cosa ci guadagnano allora questi produttori?
Hanno tutto da guadagnare: i loro dispositivi diventano più fruibili, più integrati, parte di un network di informazioni che arricchisce il monitoraggio, la comprensione e l’analisi dell’allenamento. Il valore percepito del prodotto cresce proprio grazie all’interconnessione.
E un brand di biciclette cosa ci guadagnerebbe?
Esattamente lo stesso: maggiore fruibilità, interconnessione, integrazione nell’ecosistema digitale e, soprattutto, un’esperienza complessiva migliore per il biker
L'accordo conveniente per entrambi le parti è implicito.
I primi guadagnano nel soddisfare maggiormente il loro cliente, i secondi nel vendere più device.
Se brand come Specialized,
Shimano, TQ, Fazua, Avinox hanno fatto questa interconnessione penso che i vantaggi siano evidenti per tutti.
A meno che non ci si intestardisca e si pensi di vendere qualche centinaia in più di Kiox negando questa possibilità a decine di migliaia di utenti...