Test Bosch vs. Avinox sui sentieri della Val di Susa

skaas

Ebiker celestialis
6 Settembre 2022
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MDE

Un video di confronto... veramente improbabile. In pratica adesso salta fuori che Bosch è quello con la sensazione più naturale... ma seriamente?!
Beh video improbabile si. Dice poi biciclette abbastanza simili, perche’ entrambe mullet :joy: Almeno il paragone fallo ma fallo bene. No una enduro l’altra all mountain , una 800 batteria l’altra 600 … mah …proprio vero che tutti a guardare il motore poi fottesega il mezzo! Parliamo poi delle assistenze? Messe al “pari” ?… ceertooo !
 
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Oettam20

Ebiker specialissimus
17 Settembre 2016
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Dopo una manciata di uscite con l’ultimo Avinox M2S, non posso esimermi dal confronto con il Bosch CX5.
Un confronto che viene ancora più naturale perché montato sulla stessa bici. Vero, è un nuovo modello di Wild, ma il carattere rimane sempre il medesimo, anche se la LT è più evoluta e moderna. Ma questa sarà un’altra storia.
Voglio soffermarmi solamente sui motori e provare a metterli a confronto per ognuno degli aspetti che ne definiscono il carattere.

Forme, peso e volumi
Qui l’Avinox vince facile e fa sembrare il Bosch semplicemente di una generazione sorpassata.
Tubi batteria snelli, il motore che quasi non si vede e non sbalza sotto la corona — un gran vantaggio anche pratico sul tecnico, oltre che estetico — e circa 500 grammi risparmiati sulla bici.
Tecnologicamente, almeno guardandolo da fuori, sembra davvero esserci una generazione di differenza. Per me questo è stato uno dei punti che me lo hanno fatto scegliere.

Rumore
Qui non posso esprimermi perché penso di avere una bici difettosa.
Le altre Avinox che ho provato sono silenziose, la mia sibila come uno Shimano, anche in Eco a 100 watt e 70 rpm.
Bocciato, in attesa di lumi da parte del rivenditore!

Autonomia
È quasi impossibile confrontare realmente l’autonomia, perché dipende troppo dalle modalità utilizzate, dalla potenza del rider, dal dislivello, dal terreno, dallo stile di guida e soprattutto dalla velocità di risalita.
L’Avinox mi sembra comunque abbastanza assetato, ma di contro mette a disposizione più potenza. Alla fine, quindi, darei un sostanziale ex aequo con il Bosch.
Dove invece il CX vince a mani basse è nell’indicazione percentuale della carica residua.
Bosch, dopo l’ultima release del firmware, è precisissimo: lineare, onesto.
Se in Eco dall’80% al 70% fai 300 m di dislivello, hai praticamente la garanzia di fare 3.000 m con il 100% di batteria.
Nell’Avinox il primo 10% è in realtà un 17% e l’ultimo 10% è in realtà un 7%.
Una cosa veramente fastidiosa quando si cerca di fare due calcoli per capire se si riuscirà a chiudere il giro e, soprattutto, con quale livello di assistenza farlo.:triumph:

Potenza
L’Avinox spinge di più. Punto. Sempre e comunque è più veloce a risalire. E quello che cercherò di spiegare successivamente viene cancellato, “asfaltato”, dai 600 watt in più di potenza che permettono semplicemente di fare cose che con il Bosch non sono possibili, o almeno non possibili alla medesima velocità. E quello che è un gradino in salita a 9 km/h diventa un salto a 15 km/h…
Ma il modo in cui spinge questa superiore potenza è un po’ più complesso da raccontare.
Ho avuto modo di usarlo anche nella configurazione Orbea del Turbo, quindi a pari potenza del Bosch, ma la sensazione è che l’Avinox vada comunque di più.
La ragione, secondo me, è una curva di coppia molto più corposa fin dai bassi regimi, che ti fa fare strada e ti invita a utilizzare sempre un rapporto in più rispetto al Bosch. L’M2S ha più “schiena” a bassi regimi.
A questo si aggiunge un rapporto di moltiplicazione della potenza del rider veramente elevato, tanto da creare quasi una sorta di disconnessione tra quello che fanno le gambe e quello che restituisce il motore.
Bisogna solo crederci, continuare a far girare i pedali e lui tira.
E tira forte.
Ogni ostacolo tecnico sembra poter essere scavalcato… almeno fino a quando non si smette di far girare i pedali o non si innesca il backflip!:scream::skull:
Il Bosch, invece, ha una curva di coppia che cresce maggiormente al crescere degli rpm e della spinta sui pedali. Sembra sempre un prolungamento della propria potenza, piuttosto che un motorino che si attiva semplicemente girando i pedali. Ha quel tipico transitorio da bassa cadenza ad alta cadenza che lo rende molto dinamico e scattante.
Col tedesco, anche in Turbo, se si allenta la spinta sui pedali, si percepisce una sorta di “sottocoppia” morbida e “felpata”, che si può sfruttare nelle situazioni di scarsa aderenza o, ad esempio, per controllare stretti tornantini in salita e poi riaccelerare forte in uscita, sul dritto.
Ovviamente sto volutamente estremizzando le differenze. È un’iperbole che mi serve per cercare di spiegare quelle piccole sfumature di carattere che, sulla carta, sono difficili da raccontare ma che sul sentiero si percepiscono chiaramente.

Overrun
Qui il Bosch vince a mani basse.
Sembra leggerti nel pensiero: capisce se vuoi ancora un po’ di spinta, quanta ne vuoi e per quanto tempo ne hai bisogno. Soprattutto nei passaggi tecnici, riesce spesso a portarti esattamente al di là dell’ostacolo, dove avresti voluto.
E, dopo averti portato dall’altra parte, riprende a spingere sotto l’azione dei pedali. Solo ora che ho l’Avinox ho capito cosa intendessero gli sviluppatori tedeschi quando parlavano di Uphill Flow.
Quello dell’Avinox, anche impostato al massimo, c’è, ma la sensazione è molto più semplice: sembra sostanzialmente un ritardo nell’interruzione della spinta del motore. E quando poi riprendi a pedalare, il motore ha un po’ di lag.
Molto meccanico e poco evoluto. Ma allora basta mettere in Boost e fanculo l’overrun: a salire a 10 km/h in più la bici acquisisce così tanta più inerzia che lei stessa diventa overrun…o_O:joy::joy: Ma da un punto di vista “dell’etica del ciclista muscolare” non è un granché…:poop:

Prontezza e risposta del motore
Premetto che per me questo è un parametro molto importante.
Mi piace pedalare sulle salite tecniche e ho comprato Orbea Wild anche perché i tecnici Orbea sembrano pensarla come me. Non a caso dovrebbero aver sviluppato un firmware specifico per cercare di avvicinare il comportamento dell’Avinox a quello del Bosch.
Ma anche con l’M2S, secondo me, l’Avinox non può essere utilizzato come un Bosch.
Al colpo secco di pedale che davo sul Bosch, magari per alleggerire l’anteriore o passare il gradino, qui devo sostituire una pedalata più costante, magari utilizzando un rapporto in più, per far salire al meglio l’Avinox.
Una volta capito questo, lui ricambia con una trazione enorme e una maggiore velocità di risalita. Ma sul tecnico perdona molto meno le interruzioni di pedalata rispetto al CX.
È un’esperienza più simile a una moto e meno a una pedalata muscolare.
Anche in discesa, alla ripresa della pedalata, c’è sempre un piccolo lag. Nulla di enorme, sia chiaro, ma considerando che nel mio setup tutti i parametri relativi alla prontezza del motore sono estremizzati, il Bosch rimane sicuramente più reattivo e collegato alla pedalata del rider.

EDIT: dopo altre uscite ho messo nelle impostazione avanzate, ON su "Avvio Rapido" e le cose sono migliorate, si è ridotto il lag fra il movimento sui pedali e l'attivazione del motore. Per il mio modo di guidare questa impostazione ha dato un grande miglioramento alla naturalezza e immediatezza della risposta

Pedalata fuori assistenza o a motore spento
Qui il Bosch vince ancora.
L’Avinox dà una sensazione di pedalata leggermente impastata, un po’ come quando sulla muscolare hai la catena sporca di fango.
Il CX5, invece, è super libero: bello oliato, scorrevole, quasi trasparente sotto i pedali.


Ma attenzione: dipende da cosa si cerca
A questo punto è necessaria una precisazione importante:
Tutte queste sono considerazioni di chi fa dell’eMTB un utilizzo sportivo, quasi agonistico, e cerca nel motore soprattutto precisione, reattività e connessione con la propria pedalata.
Per i lunghi giri escursionistici penso invece che l’Avinox possa essere un motore più semplice e più “amico” e i puti a sfavore citati sopra passano in secondo piano.
Fa quasi tutto lui.
Più lo si conosce, più gli si dà fiducia e più si impara a lasciarlo lavorare. A quel punto spinge come un trattore e porta praticamente dappertutto.
Non devi necessariamente interpretarlo, provocarlo o cercare continuamente la risposta giusta: pedali, gli dai fiducia e lui tira.
Il Bosch è più reattivo, più preciso e più raffinato nel seguire quello che fa il rider, ma proprio per questo può risultare anche più “scorbutico”.
Richiede più attenzione nella gestione della pedalata e, avendo meno potenza a disposizione, è inevitabilmente anche più lento quando l’obiettivo diventa semplicemente andare forte.
Perché poi possiamo parlare per ore di sensibilità, modulazione, naturalezza della pedalata e raffinatezza dell’erogazione…
…ma quando parte la sparata da KOM sulla “salita della morte” e il cronometro diventa l’unico giudice, probabilmente c’è poco da discutere: Avinox e gas! …e se anche con l’Avinox non chiudi quel passaggio ostico, il tempo totale è comunque inferiore al Bosch, recuperando ampiamente in tutti gli altri frangenti.

Conclusioni
Alla fine, con l’Avinox si sale più veloci.
Ma rimane sempre un po’ troppo protagonista e un po’ più distaccato da quello che sta facendo il rider.
Ricordo però che stiamo parlando di sfumature di carattere, non di bianco o nero. Sono entrambi motori eccezionali e le differenze emergono soprattutto quando si cerca di analizzare nel dettaglio il modo in cui rispondono alla pedalata. E ci si adatta con soddisfazione con entrambi.

Se dovessi riassumere tutto con un’immagine, direi così:
Il Bosch mi sembra essere stato sviluppato da un pro rider XC che voleva massimizzare ed estremizzare tutte le caratteristiche della pedalata muscolare.
L’Avinox mi sembra invece essere stato sviluppato dal miglior team di ingegneri del mondo, dopo essersi fatto raccontare da chi va in bicicletta di cosa avrebbe bisogno.
Ed è forse proprio qui che sta la differenza di carattere tra i due.
Tecnologicamente, esteticamente e per velocità di ascesa non c’è paragone: l’Avinox vince a mani basse.
Ma quando si parla del cuore del motore, di quella miriade di piccole sfumature nella risposta, nell’erogazione e nel rapporto tra quello che fanno le gambe e quello che succede alla ruota posteriore, per me il Bosch è ancora avanti.

Basta questo?
Direi proprio di no. E anche il grosso del mercato sta dando questa stessa risposta.
 
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LooK Beyond

Ebiker velocibus
20 Settembre 2016
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Dopo una manciata di uscite con l’ultimo Avinox M2S, non posso esimermi dal confronto con il Bosch CX5.
Un confronto che viene ancora più naturale perché montato sulla stessa bici. Vero, è un nuovo modello di Wild, ma il carattere rimane sempre il medesimo, anche se la LT è più evoluta e moderna. Ma questa sarà un’altra storia.
Voglio soffermarmi solamente sui motori e provare a metterli a confronto per ognuno degli aspetti che ne definiscono il carattere.

Forme, peso e volumi
Qui l’Avinox vince facile e fa sembrare il Bosch semplicemente di una generazione sorpassata.
Tubi batteria snelli, il motore che quasi non si vede e non sbalza sotto la corona — un gran vantaggio anche pratico sul tecnico, oltre che estetico — e circa 500 grammi risparmiati sulla bici.
Tecnologicamente, almeno guardandolo da fuori, sembra davvero esserci una generazione di differenza. Per me questo è stato uno dei punti che me lo hanno fatto scegliere.

Rumore
Qui non posso esprimermi perché penso di avere una bici difettosa.
Le altre Avinox che ho provato sono silenziose, la mia sibila come uno Shimano, anche in Eco a 100 watt e 70 rpm.
Bocciato, in attesa di lumi da parte del rivenditore!

Autonomia
È quasi impossibile confrontare realmente l’autonomia, perché dipende troppo dalle modalità utilizzate, dalla potenza del rider, dal dislivello, dal terreno, dallo stile di guida e soprattutto dalla velocità di risalita.
L’Avinox mi sembra comunque abbastanza assetato, ma di contro mette a disposizione più potenza. Alla fine, quindi, darei un sostanziale ex aequo con il Bosch.
Dove invece il CX vince a mani basse è nell’indicazione percentuale della carica residua.
Bosch, dopo l’ultima release del firmware, è precisissimo: lineare, onesto.
Se in Eco dall’80% al 70% fai 300 m di dislivello, hai praticamente la garanzia di fare 3.000 m con il 100% di batteria.
Nell’Avinox il primo 10% è in realtà un 17% e l’ultimo 10% è in realtà un 7%.
Una cosa veramente fastidiosa quando si cerca di fare due calcoli per capire se si riuscirà a chiudere il giro e, soprattutto, con quale livello di assistenza farlo.

Potenza
L’Avinox spinge di più. Punto. Sempre e comunque è più veloce a risalire. E quello che cercherò di spiegare successivamente viene cancellato, “asfaltato”, dai 600 watt in più di potenza che permettono semplicemente di fare cose che con il Bosch non sono possibili, o almeno non possibili alla medesima velocità. E quello che è un gradino in salita a 9 km/h diventa un salto a 15 km/h…
Ma il modo in cui spinge questa superiore potenza è un po’ più complesso da raccontare.
Ho avuto modo di usarlo anche nella configurazione Orbea del Turbo, quindi a pari potenza del Bosch, ma la sensazione è che l’Avinox vada comunque di più.
La ragione, secondo me, è una curva di coppia molto pronta fin dai bassi regimi, che ti fa fare strada e ti invita a utilizzare sempre un rapporto in più rispetto al Bosch. L’M2S ha più “schiena” a bassi regimi.
A questo si aggiunge un rapporto di moltiplicazione della potenza del rider veramente elevato, tanto da creare quasi una sorta di disconnessione tra quello che fanno le gambe e quello che restituisce il motore.
Bisogna solo crederci, continuare a far girare i pedali e lui tira.
E tira forte.
Ogni ostacolo tecnico sembra poter essere scavalcato… almeno fino a quando non si smette di far girare i pedali o non si innesca il backflip!
Il Bosch, invece, ha una curva di coppia che cresce maggiormente al crescere degli rpm e della spinta sui pedali. Sembra sempre un prolungamento della propria potenza, piuttosto che un motorino che si attiva semplicemente girando i pedali. Ha quel tipico transitorio da bassa cadenza ad alta cadenza che lo rende molto dinamico e scattante.
Col tedesco, anche in Turbo, se si allenta la spinta sui pedali, si percepisce una sorta di “sottocoppia” morbida e “felpata”, che si può sfruttare nelle situazioni di scarsa aderenza o, ad esempio, per controllare stretti tornantini in salita e poi riaccelerare forte in uscita, sul dritto.
Ovviamente sto volutamente estremizzando le differenze. È un’iperbole che mi serve per cercare di spiegare quelle piccole sfumature di carattere che, sulla carta, sono difficili da raccontare ma che sul sentiero si percepiscono chiaramente.

Overrun
Qui il Bosch vince a mani basse.
Sembra leggerti nel pensiero: capisce se vuoi ancora un po’ di spinta, quanta ne vuoi e per quanto tempo ne hai bisogno. Soprattutto nei passaggi tecnici, riesce spesso a portarti esattamente al di là dell’ostacolo, dove avresti voluto.
E, dopo averti portato dall’altra parte, riprende a spingere sotto l’azione dei pedali. Solo ora che ho l’Avinox ho capito cosa intendessero gli sviluppatori tedeschi quando parlavano di Uphill Flow.
Quello dell’Avinox, anche impostato al massimo, c’è, ma la sensazione è molto più semplice: sembra sostanzialmente un ritardo nell’interruzione della spinta del motore. E quando poi riprendi a pedalare, il motore ha un po’ di lag.
Molto meccanico e poco evoluto. Ma allora basta mettere in Boost e fanculo l’overrun: a salire a 10 km/h in più la bici acquisisce così tanta più inerzia che lei stessa diventa overrun… Ma da un punto di vista “dell’etica del ciclista muscolare” non è un granché…

Prontezza e risposta del motore
Premetto che per me questo è un parametro molto importante.
Mi piace pedalare sulle salite tecniche e ho comprato Orbea Wild anche perché i tecnici Orbea sembrano pensarla come me. Non a caso dovrebbero aver sviluppato un firmware specifico per cercare di avvicinare il comportamento dell’Avinox a quello del Bosch.
Ma anche con l’M2S, secondo me, l’Avinox non può essere utilizzato come un Bosch.
Al colpo secco di pedale che davo sul Bosch devo sostituire una pedalata più costante, magari utilizzando un rapporto in più, per far salire al meglio l’Avinox.
Una volta capito questo, lui ricambia con una trazione enorme e una maggiore velocità di risalita. Ma sul tecnico perdona molto meno le interruzioni di pedalata rispetto al CX.
È un’esperienza più simile a una moto e meno a una pedalata muscolare.
Anche in discesa, alla ripresa della pedalata, c’è sempre un piccolo lag. Nulla di enorme, sia chiaro, ma considerando che nel mio setup tutti i parametri relativi alla prontezza del motore sono estremizzati, il Bosch rimane sicuramente più reattivo e collegato alla pedalata del rider.

Pedalata fuori assistenza o a motore spento
Qui il Bosch vince ancora.
L’Avinox dà una sensazione di pedalata leggermente impastata, un po’ come quando sulla muscolare hai la catena sporca di fango.
Il CX5, invece, è super libero: bello oliato, scorrevole, quasi trasparente sotto i pedali.


Ma attenzione: dipende da cosa si cerca
A questo punto è necessaria una precisazione importante:
Tutte queste sono considerazioni di chi fa dell’eMTB un utilizzo sportivo, quasi agonistico, e cerca nel motore soprattutto precisione, reattività e connessione con la propria pedalata.
Per i lunghi giri escursionistici penso invece che l’Avinox possa essere un motore più semplice e più “amico” e i puti a sfavore citati sopra passano in secondo piano.
Fa quasi tutto lui.
Più lo si conosce, più gli si dà fiducia e più si impara a lasciarlo lavorare. A quel punto spinge come un trattore e porta praticamente dappertutto.
Non devi necessariamente interpretarlo, provocarlo o cercare continuamente la risposta giusta: pedali, gli dai fiducia e lui tira.
Il Bosch è più reattivo, più preciso e più raffinato nel seguire quello che fa il rider, ma proprio per questo può risultare anche più “scorbutico”.
Richiede più attenzione nella gestione della pedalata e, avendo meno potenza a disposizione, è inevitabilmente anche più lento quando l’obiettivo diventa semplicemente andare forte.
Perché poi possiamo parlare per ore di sensibilità, modulazione, naturalezza della pedalata e raffinatezza dell’erogazione…
…ma quando parte la sparata da KOM sulla “salita della morte” e il cronometro diventa l’unico giudice, probabilmente c’è poco da discutere: Avinox e gas! …e se anche con l’Avinox non chiudi quel passaggio ostico, il tempo totale è comunque inferiore al Bosch, recuperando ampiamente in tutti gli altri frangenti.

Conclusioni
Alla fine, con l’Avinox si sale più veloci.
Ma rimane sempre un po’ troppo protagonista e un po’ più distaccato da quello che sta facendo il rider.
Ricordo però che stiamo parlando di sfumature di carattere, non di bianco o nero. Sono entrambi motori eccezionali e le differenze emergono soprattutto quando si cerca di analizzare nel dettaglio il modo in cui rispondono alla pedalata.

Se dovessi riassumere tutto con un’immagine, direi così:
Il Bosch mi sembra essere stato sviluppato da un pro rider XC che voleva massimizzare ed estremizzare tutte le caratteristiche della pedalata muscolare.
L’Avinox mi sembra invece essere stato sviluppato dal miglior team di ingegneri del mondo, dopo essersi fatto raccontare da chi va in bicicletta di cosa avrebbe bisogno.
Ed è forse proprio qui che sta la differenza di carattere tra i due.
Tecnologicamente, esteticamente e per velocità di ascesa non c’è paragone: l’Avinox vince a mani basse.
Ma quando si parla del cuore del motore, di quella miriade di piccole sfumature nella risposta, nell’erogazione e nel rapporto tra quello che fanno le gambe e quello che succede alla ruota posteriore, per me il Bosch è ancora avanti.

Basta questo?
Direi proprio di no. E anche il grosso del mercato sta dando questa stessa risposta.
Grazie per aver condiviso le tue sensazioni, questo è il miglior modo di confrontare i prodotti: in modo onesto e sincero
 

pedalerosso

Ebiker grandiosus
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Dopo una manciata di uscite con l’ultimo Avinox M2S, non posso esimermi dal confronto con il Bosch CX5.
Un confronto che viene ancora più naturale perché montato sulla stessa bici. Vero, è un nuovo modello di Wild, ma il carattere rimane sempre il medesimo, anche se la LT è più evoluta e moderna. Ma questa sarà un’altra storia.
Voglio soffermarmi solamente sui motori e provare a metterli a confronto per ognuno degli aspetti che ne definiscono il carattere.

Forme, peso e volumi
Qui l’Avinox vince facile e fa sembrare il Bosch semplicemente di una generazione sorpassata.
Tubi batteria snelli, il motore che quasi non si vede e non sbalza sotto la corona — un gran vantaggio anche pratico sul tecnico, oltre che estetico — e circa 500 grammi risparmiati sulla bici.
Tecnologicamente, almeno guardandolo da fuori, sembra davvero esserci una generazione di differenza. Per me questo è stato uno dei punti che me lo hanno fatto scegliere.

Rumore
Qui non posso esprimermi perché penso di avere una bici difettosa.
Le altre Avinox che ho provato sono silenziose, la mia sibila come uno Shimano, anche in Eco a 100 watt e 70 rpm.
Bocciato, in attesa di lumi da parte del rivenditore!

Autonomia
È quasi impossibile confrontare realmente l’autonomia, perché dipende troppo dalle modalità utilizzate, dalla potenza del rider, dal dislivello, dal terreno, dallo stile di guida e soprattutto dalla velocità di risalita.
L’Avinox mi sembra comunque abbastanza assetato, ma di contro mette a disposizione più potenza. Alla fine, quindi, darei un sostanziale ex aequo con il Bosch.
Dove invece il CX vince a mani basse è nell’indicazione percentuale della carica residua.
Bosch, dopo l’ultima release del firmware, è precisissimo: lineare, onesto.
Se in Eco dall’80% al 70% fai 300 m di dislivello, hai praticamente la garanzia di fare 3.000 m con il 100% di batteria.
Nell’Avinox il primo 10% è in realtà un 17% e l’ultimo 10% è in realtà un 7%.
Una cosa veramente fastidiosa quando si cerca di fare due calcoli per capire se si riuscirà a chiudere il giro e, soprattutto, con quale livello di assistenza farlo.:triumph:

Potenza
L’Avinox spinge di più. Punto. Sempre e comunque è più veloce a risalire. E quello che cercherò di spiegare successivamente viene cancellato, “asfaltato”, dai 600 watt in più di potenza che permettono semplicemente di fare cose che con il Bosch non sono possibili, o almeno non possibili alla medesima velocità. E quello che è un gradino in salita a 9 km/h diventa un salto a 15 km/h…
Ma il modo in cui spinge questa superiore potenza è un po’ più complesso da raccontare.
Ho avuto modo di usarlo anche nella configurazione Orbea del Turbo, quindi a pari potenza del Bosch, ma la sensazione è che l’Avinox vada comunque di più.
La ragione, secondo me, è una curva di coppia molto pronta fin dai bassi regimi, che ti fa fare strada e ti invita a utilizzare sempre un rapporto in più rispetto al Bosch. L’M2S ha più “schiena” a bassi regimi.
A questo si aggiunge un rapporto di moltiplicazione della potenza del rider veramente elevato, tanto da creare quasi una sorta di disconnessione tra quello che fanno le gambe e quello che restituisce il motore.
Bisogna solo crederci, continuare a far girare i pedali e lui tira.
E tira forte.
Ogni ostacolo tecnico sembra poter essere scavalcato… almeno fino a quando non si smette di far girare i pedali o non si innesca il backflip!:scream::skull:
Il Bosch, invece, ha una curva di coppia che cresce maggiormente al crescere degli rpm e della spinta sui pedali. Sembra sempre un prolungamento della propria potenza, piuttosto che un motorino che si attiva semplicemente girando i pedali. Ha quel tipico transitorio da bassa cadenza ad alta cadenza che lo rende molto dinamico e scattante.
Col tedesco, anche in Turbo, se si allenta la spinta sui pedali, si percepisce una sorta di “sottocoppia” morbida e “felpata”, che si può sfruttare nelle situazioni di scarsa aderenza o, ad esempio, per controllare stretti tornantini in salita e poi riaccelerare forte in uscita, sul dritto.
Ovviamente sto volutamente estremizzando le differenze. È un’iperbole che mi serve per cercare di spiegare quelle piccole sfumature di carattere che, sulla carta, sono difficili da raccontare ma che sul sentiero si percepiscono chiaramente.

Overrun
Qui il Bosch vince a mani basse.
Sembra leggerti nel pensiero: capisce se vuoi ancora un po’ di spinta, quanta ne vuoi e per quanto tempo ne hai bisogno. Soprattutto nei passaggi tecnici, riesce spesso a portarti esattamente al di là dell’ostacolo, dove avresti voluto.
E, dopo averti portato dall’altra parte, riprende a spingere sotto l’azione dei pedali. Solo ora che ho l’Avinox ho capito cosa intendessero gli sviluppatori tedeschi quando parlavano di Uphill Flow.
Quello dell’Avinox, anche impostato al massimo, c’è, ma la sensazione è molto più semplice: sembra sostanzialmente un ritardo nell’interruzione della spinta del motore. E quando poi riprendi a pedalare, il motore ha un po’ di lag.
Molto meccanico e poco evoluto. Ma allora basta mettere in Boost e fanculo l’overrun: a salire a 10 km/h in più la bici acquisisce così tanta più inerzia che lei stessa diventa overrun…o_O:joy::joy: Ma da un punto di vista “dell’etica del ciclista muscolare” non è un granché…:poop:

Prontezza e risposta del motore
Premetto che per me questo è un parametro molto importante.
Mi piace pedalare sulle salite tecniche e ho comprato Orbea Wild anche perché i tecnici Orbea sembrano pensarla come me. Non a caso dovrebbero aver sviluppato un firmware specifico per cercare di avvicinare il comportamento dell’Avinox a quello del Bosch.
Ma anche con l’M2S, secondo me, l’Avinox non può essere utilizzato come un Bosch.
Al colpo secco di pedale che davo sul Bosch devo sostituire una pedalata più costante, magari utilizzando un rapporto in più, per far salire al meglio l’Avinox.
Una volta capito questo, lui ricambia con una trazione enorme e una maggiore velocità di risalita. Ma sul tecnico perdona molto meno le interruzioni di pedalata rispetto al CX.
È un’esperienza più simile a una moto e meno a una pedalata muscolare.
Anche in discesa, alla ripresa della pedalata, c’è sempre un piccolo lag. Nulla di enorme, sia chiaro, ma considerando che nel mio setup tutti i parametri relativi alla prontezza del motore sono estremizzati, il Bosch rimane sicuramente più reattivo e collegato alla pedalata del rider.

Pedalata fuori assistenza o a motore spento
Qui il Bosch vince ancora.
L’Avinox dà una sensazione di pedalata leggermente impastata, un po’ come quando sulla muscolare hai la catena sporca di fango.
Il CX5, invece, è super libero: bello oliato, scorrevole, quasi trasparente sotto i pedali.


Ma attenzione: dipende da cosa si cerca
A questo punto è necessaria una precisazione importante:
Tutte queste sono considerazioni di chi fa dell’eMTB un utilizzo sportivo, quasi agonistico, e cerca nel motore soprattutto precisione, reattività e connessione con la propria pedalata.
Per i lunghi giri escursionistici penso invece che l’Avinox possa essere un motore più semplice e più “amico” e i puti a sfavore citati sopra passano in secondo piano.
Fa quasi tutto lui.
Più lo si conosce, più gli si dà fiducia e più si impara a lasciarlo lavorare. A quel punto spinge come un trattore e porta praticamente dappertutto.
Non devi necessariamente interpretarlo, provocarlo o cercare continuamente la risposta giusta: pedali, gli dai fiducia e lui tira.
Il Bosch è più reattivo, più preciso e più raffinato nel seguire quello che fa il rider, ma proprio per questo può risultare anche più “scorbutico”.
Richiede più attenzione nella gestione della pedalata e, avendo meno potenza a disposizione, è inevitabilmente anche più lento quando l’obiettivo diventa semplicemente andare forte.
Perché poi possiamo parlare per ore di sensibilità, modulazione, naturalezza della pedalata e raffinatezza dell’erogazione…
…ma quando parte la sparata da KOM sulla “salita della morte” e il cronometro diventa l’unico giudice, probabilmente c’è poco da discutere: Avinox e gas! …e se anche con l’Avinox non chiudi quel passaggio ostico, il tempo totale è comunque inferiore al Bosch, recuperando ampiamente in tutti gli altri frangenti.

Conclusioni
Alla fine, con l’Avinox si sale più veloci.
Ma rimane sempre un po’ troppo protagonista e un po’ più distaccato da quello che sta facendo il rider.
Ricordo però che stiamo parlando di sfumature di carattere, non di bianco o nero. Sono entrambi motori eccezionali e le differenze emergono soprattutto quando si cerca di analizzare nel dettaglio il modo in cui rispondono alla pedalata. E ci si adatta con soddisfazione con entrambi.

Se dovessi riassumere tutto con un’immagine, direi così:
Il Bosch mi sembra essere stato sviluppato da un pro rider XC che voleva massimizzare ed estremizzare tutte le caratteristiche della pedalata muscolare.
L’Avinox mi sembra invece essere stato sviluppato dal miglior team di ingegneri del mondo, dopo essersi fatto raccontare da chi va in bicicletta di cosa avrebbe bisogno.
Ed è forse proprio qui che sta la differenza di carattere tra i due.
Tecnologicamente, esteticamente e per velocità di ascesa non c’è paragone: l’Avinox vince a mani basse.
Ma quando si parla del cuore del motore, di quella miriade di piccole sfumature nella risposta, nell’erogazione e nel rapporto tra quello che fanno le gambe e quello che succede alla ruota posteriore, per me il Bosch è ancora avanti.

Basta questo?
Direi proprio di no. E anche il grosso del mercato sta dando questa stessa risposta.
Ottimo report... buona domenica
 

Fabridoc

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Dopo una manciata di uscite con l’ultimo Avinox M2S, non posso esimermi dal confronto con il Bosch CX5.
Un confronto che viene ancora più naturale perché montato sulla stessa bici. Vero, è un nuovo modello di Wild, ma il carattere rimane sempre il medesimo, anche se la LT è più evoluta e moderna. Ma questa sarà un’altra storia.
Voglio soffermarmi solamente sui motori e provare a metterli a confronto per ognuno degli aspetti che ne definiscono il carattere.

Forme, peso e volumi
Qui l’Avinox vince facile e fa sembrare il Bosch semplicemente di una generazione sorpassata.
Tubi batteria snelli, il motore che quasi non si vede e non sbalza sotto la corona — un gran vantaggio anche pratico sul tecnico, oltre che estetico — e circa 500 grammi risparmiati sulla bici.
Tecnologicamente, almeno guardandolo da fuori, sembra davvero esserci una generazione di differenza. Per me questo è stato uno dei punti che me lo hanno fatto scegliere.

Rumore
Qui non posso esprimermi perché penso di avere una bici difettosa.
Le altre Avinox che ho provato sono silenziose, la mia sibila come uno Shimano, anche in Eco a 100 watt e 70 rpm.
Bocciato, in attesa di lumi da parte del rivenditore!

Autonomia
È quasi impossibile confrontare realmente l’autonomia, perché dipende troppo dalle modalità utilizzate, dalla potenza del rider, dal dislivello, dal terreno, dallo stile di guida e soprattutto dalla velocità di risalita.
L’Avinox mi sembra comunque abbastanza assetato, ma di contro mette a disposizione più potenza. Alla fine, quindi, darei un sostanziale ex aequo con il Bosch.
Dove invece il CX vince a mani basse è nell’indicazione percentuale della carica residua.
Bosch, dopo l’ultima release del firmware, è precisissimo: lineare, onesto.
Se in Eco dall’80% al 70% fai 300 m di dislivello, hai praticamente la garanzia di fare 3.000 m con il 100% di batteria.
Nell’Avinox il primo 10% è in realtà un 17% e l’ultimo 10% è in realtà un 7%.
Una cosa veramente fastidiosa quando si cerca di fare due calcoli per capire se si riuscirà a chiudere il giro e, soprattutto, con quale livello di assistenza farlo.:triumph:

Potenza
L’Avinox spinge di più. Punto. Sempre e comunque è più veloce a risalire. E quello che cercherò di spiegare successivamente viene cancellato, “asfaltato”, dai 600 watt in più di potenza che permettono semplicemente di fare cose che con il Bosch non sono possibili, o almeno non possibili alla medesima velocità. E quello che è un gradino in salita a 9 km/h diventa un salto a 15 km/h…
Ma il modo in cui spinge questa superiore potenza è un po’ più complesso da raccontare.
Ho avuto modo di usarlo anche nella configurazione Orbea del Turbo, quindi a pari potenza del Bosch, ma la sensazione è che l’Avinox vada comunque di più.
La ragione, secondo me, è una curva di coppia molto più corposa fin dai bassi regimi, che ti fa fare strada e ti invita a utilizzare sempre un rapporto in più rispetto al Bosch. L’M2S ha più “schiena” a bassi regimi.
A questo si aggiunge un rapporto di moltiplicazione della potenza del rider veramente elevato, tanto da creare quasi una sorta di disconnessione tra quello che fanno le gambe e quello che restituisce il motore.
Bisogna solo crederci, continuare a far girare i pedali e lui tira.
E tira forte.
Ogni ostacolo tecnico sembra poter essere scavalcato… almeno fino a quando non si smette di far girare i pedali o non si innesca il backflip!:scream::skull:
Il Bosch, invece, ha una curva di coppia che cresce maggiormente al crescere degli rpm e della spinta sui pedali. Sembra sempre un prolungamento della propria potenza, piuttosto che un motorino che si attiva semplicemente girando i pedali. Ha quel tipico transitorio da bassa cadenza ad alta cadenza che lo rende molto dinamico e scattante.
Col tedesco, anche in Turbo, se si allenta la spinta sui pedali, si percepisce una sorta di “sottocoppia” morbida e “felpata”, che si può sfruttare nelle situazioni di scarsa aderenza o, ad esempio, per controllare stretti tornantini in salita e poi riaccelerare forte in uscita, sul dritto.
Ovviamente sto volutamente estremizzando le differenze. È un’iperbole che mi serve per cercare di spiegare quelle piccole sfumature di carattere che, sulla carta, sono difficili da raccontare ma che sul sentiero si percepiscono chiaramente.

Overrun
Qui il Bosch vince a mani basse.
Sembra leggerti nel pensiero: capisce se vuoi ancora un po’ di spinta, quanta ne vuoi e per quanto tempo ne hai bisogno. Soprattutto nei passaggi tecnici, riesce spesso a portarti esattamente al di là dell’ostacolo, dove avresti voluto.
E, dopo averti portato dall’altra parte, riprende a spingere sotto l’azione dei pedali. Solo ora che ho l’Avinox ho capito cosa intendessero gli sviluppatori tedeschi quando parlavano di Uphill Flow.
Quello dell’Avinox, anche impostato al massimo, c’è, ma la sensazione è molto più semplice: sembra sostanzialmente un ritardo nell’interruzione della spinta del motore. E quando poi riprendi a pedalare, il motore ha un po’ di lag.
Molto meccanico e poco evoluto. Ma allora basta mettere in Boost e fanculo l’overrun: a salire a 10 km/h in più la bici acquisisce così tanta più inerzia che lei stessa diventa overrun…o_O:joy::joy: Ma da un punto di vista “dell’etica del ciclista muscolare” non è un granché…:poop:

Prontezza e risposta del motore
Premetto che per me questo è un parametro molto importante.
Mi piace pedalare sulle salite tecniche e ho comprato Orbea Wild anche perché i tecnici Orbea sembrano pensarla come me. Non a caso dovrebbero aver sviluppato un firmware specifico per cercare di avvicinare il comportamento dell’Avinox a quello del Bosch.
Ma anche con l’M2S, secondo me, l’Avinox non può essere utilizzato come un Bosch.
Al colpo secco di pedale che davo sul Bosch, magari per alleggerire l’anteriore o passare il gradino, qui devo sostituire una pedalata più costante, magari utilizzando un rapporto in più, per far salire al meglio l’Avinox.
Una volta capito questo, lui ricambia con una trazione enorme e una maggiore velocità di risalita. Ma sul tecnico perdona molto meno le interruzioni di pedalata rispetto al CX.
È un’esperienza più simile a una moto e meno a una pedalata muscolare.
Anche in discesa, alla ripresa della pedalata, c’è sempre un piccolo lag. Nulla di enorme, sia chiaro, ma considerando che nel mio setup tutti i parametri relativi alla prontezza del motore sono estremizzati, il Bosch rimane sicuramente più reattivo e collegato alla pedalata del rider.

Pedalata fuori assistenza o a motore spento
Qui il Bosch vince ancora.
L’Avinox dà una sensazione di pedalata leggermente impastata, un po’ come quando sulla muscolare hai la catena sporca di fango.
Il CX5, invece, è super libero: bello oliato, scorrevole, quasi trasparente sotto i pedali.


Ma attenzione: dipende da cosa si cerca
A questo punto è necessaria una precisazione importante:
Tutte queste sono considerazioni di chi fa dell’eMTB un utilizzo sportivo, quasi agonistico, e cerca nel motore soprattutto precisione, reattività e connessione con la propria pedalata.
Per i lunghi giri escursionistici penso invece che l’Avinox possa essere un motore più semplice e più “amico” e i puti a sfavore citati sopra passano in secondo piano.
Fa quasi tutto lui.
Più lo si conosce, più gli si dà fiducia e più si impara a lasciarlo lavorare. A quel punto spinge come un trattore e porta praticamente dappertutto.
Non devi necessariamente interpretarlo, provocarlo o cercare continuamente la risposta giusta: pedali, gli dai fiducia e lui tira.
Il Bosch è più reattivo, più preciso e più raffinato nel seguire quello che fa il rider, ma proprio per questo può risultare anche più “scorbutico”.
Richiede più attenzione nella gestione della pedalata e, avendo meno potenza a disposizione, è inevitabilmente anche più lento quando l’obiettivo diventa semplicemente andare forte.
Perché poi possiamo parlare per ore di sensibilità, modulazione, naturalezza della pedalata e raffinatezza dell’erogazione…
…ma quando parte la sparata da KOM sulla “salita della morte” e il cronometro diventa l’unico giudice, probabilmente c’è poco da discutere: Avinox e gas! …e se anche con l’Avinox non chiudi quel passaggio ostico, il tempo totale è comunque inferiore al Bosch, recuperando ampiamente in tutti gli altri frangenti.

Conclusioni
Alla fine, con l’Avinox si sale più veloci.
Ma rimane sempre un po’ troppo protagonista e un po’ più distaccato da quello che sta facendo il rider.
Ricordo però che stiamo parlando di sfumature di carattere, non di bianco o nero. Sono entrambi motori eccezionali e le differenze emergono soprattutto quando si cerca di analizzare nel dettaglio il modo in cui rispondono alla pedalata. E ci si adatta con soddisfazione con entrambi.

Se dovessi riassumere tutto con un’immagine, direi così:
Il Bosch mi sembra essere stato sviluppato da un pro rider XC che voleva massimizzare ed estremizzare tutte le caratteristiche della pedalata muscolare.
L’Avinox mi sembra invece essere stato sviluppato dal miglior team di ingegneri del mondo, dopo essersi fatto raccontare da chi va in bicicletta di cosa avrebbe bisogno.
Ed è forse proprio qui che sta la differenza di carattere tra i due.
Tecnologicamente, esteticamente e per velocità di ascesa non c’è paragone: l’Avinox vince a mani basse.
Ma quando si parla del cuore del motore, di quella miriade di piccole sfumature nella risposta, nell’erogazione e nel rapporto tra quello che fanno le gambe e quello che succede alla ruota posteriore, per me il Bosch è ancora avanti.

Basta questo?
Direi proprio di no. E anche il grosso del mercato sta dando questa stessa risposta.
Grazie Matteo,ti chiedo una cosa. Siccome il mio Avinox arriva sulla prossima bici e non ho esperienza di overrun,vengo da un cx4 primo tipo,mi consigli di impostarlo come te oppure medio-basso e poi fare pratica?
Ho il timore di essere portato via su contro pendenze o simili.
 
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SandroRiz

Ebiker specialissimus
15 Settembre 2016
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Amflow PX Pro
Dopo una manciata di uscite con l’ultimo Avinox M2S, non posso esimermi dal confronto con il Bosch CX5.
Un confronto che viene ancora più naturale perché montato sulla stessa bici. Vero, è un nuovo modello di Wild, ma il carattere rimane sempre il medesimo, anche se la LT è più evoluta e moderna. Ma questa sarà un’altra storia.
Voglio soffermarmi solamente sui motori e provare a metterli a confronto per ognuno degli aspetti che ne definiscono il carattere.

quasi fastidioso essere d'accordo con il 100% di giudizio che avrei dato io... :)

io non ho avuto il cx5 ma solo il cx4, ma mi ci ritrovo in tutto... con avinox imho devi "guardare 3 metri più avanti", perché se scorgi l'ostacolo in anticipo e capisci come affrontarlo il gas in più te lo fa superare agevolmente, col bosch potevi arrivarci sotto "di sorpresa" e in molti casi riuscivi cmq a superarlo

una cosa che ho notato ma che non ho visto evidenziato da nessuno (forse solo @steveude nel doppio confronto con Daniel):
se sei in turbo o in boost e dai una botta secca da nMila Nm non vi sembra che appena mollate la ruota libera non si ingaggi subito? è come se per qualche decimo di secondo si avesse una scattofisso dove senti i piedi trascinati in avanti dai pedali; magari non è colpa del motore ma del mozzo amflow...boh
 
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Oettam20

Ebiker specialissimus
17 Settembre 2016
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Grazie Matteo,ti chiedo una cosa. Siccome il mio Avinox arriva sulla prossima bici e non ho esperienza di overrun,vengo da un cx4 primo tipo,mi consigli di impostarlo come te oppure medio-basso e poi fare pratica?
Ho il timore di essere portato via su contro pendenze o simili.
Io lo lascerei a metà range, per poi capirne il comportamento e eventualmente aumentarlo.
Considera che a parità di setting di overun, quello che fa la differenza é la potenza del motore impostata.

Intendo ad esempio che con Overun al massimo in Eco non avrai mai problemi, in Turbo con lo stesso setting potrebbero esserci conseguenze ben diverse se non lo si gestisci a dovere.
 
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bracchetto scout

Ebiker celestialis
9 Dicembre 2018
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specy turbolevo comp m5 rossa
Dopo una manciata di uscite con l’ultimo Avinox M2S, non posso esimermi dal confronto con il Bosch CX5.
Un confronto che viene ancora più naturale perché montato sulla stessa bici. Vero, è un nuovo modello di Wild, ma il carattere rimane sempre il medesimo, anche se la LT è più evoluta e moderna. Ma questa sarà un’altra storia.
Voglio soffermarmi solamente sui motori e provare a metterli a confronto per ognuno degli aspetti che ne definiscono il carattere.

Forme, peso e volumi
Qui l’Avinox vince facile e fa sembrare il Bosch semplicemente di una generazione sorpassata.
Tubi batteria snelli, il motore che quasi non si vede e non sbalza sotto la corona — un gran vantaggio anche pratico sul tecnico, oltre che estetico — e circa 500 grammi risparmiati sulla bici.
Tecnologicamente, almeno guardandolo da fuori, sembra davvero esserci una generazione di differenza. Per me questo è stato uno dei punti che me lo hanno fatto scegliere.

Rumore
Qui non posso esprimermi perché penso di avere una bici difettosa.
Le altre Avinox che ho provato sono silenziose, la mia sibila come uno Shimano, anche in Eco a 100 watt e 70 rpm.
Bocciato, in attesa di lumi da parte del rivenditore!

Autonomia
È quasi impossibile confrontare realmente l’autonomia, perché dipende troppo dalle modalità utilizzate, dalla potenza del rider, dal dislivello, dal terreno, dallo stile di guida e soprattutto dalla velocità di risalita.
L’Avinox mi sembra comunque abbastanza assetato, ma di contro mette a disposizione più potenza. Alla fine, quindi, darei un sostanziale ex aequo con il Bosch.
Dove invece il CX vince a mani basse è nell’indicazione percentuale della carica residua.
Bosch, dopo l’ultima release del firmware, è precisissimo: lineare, onesto.
Se in Eco dall’80% al 70% fai 300 m di dislivello, hai praticamente la garanzia di fare 3.000 m con il 100% di batteria.
Nell’Avinox il primo 10% è in realtà un 17% e l’ultimo 10% è in realtà un 7%.
Una cosa veramente fastidiosa quando si cerca di fare due calcoli per capire se si riuscirà a chiudere il giro e, soprattutto, con quale livello di assistenza farlo.:triumph:

Potenza
L’Avinox spinge di più. Punto. Sempre e comunque è più veloce a risalire. E quello che cercherò di spiegare successivamente viene cancellato, “asfaltato”, dai 600 watt in più di potenza che permettono semplicemente di fare cose che con il Bosch non sono possibili, o almeno non possibili alla medesima velocità. E quello che è un gradino in salita a 9 km/h diventa un salto a 15 km/h…
Ma il modo in cui spinge questa superiore potenza è un po’ più complesso da raccontare.
Ho avuto modo di usarlo anche nella configurazione Orbea del Turbo, quindi a pari potenza del Bosch, ma la sensazione è che l’Avinox vada comunque di più.
La ragione, secondo me, è una curva di coppia molto più corposa fin dai bassi regimi, che ti fa fare strada e ti invita a utilizzare sempre un rapporto in più rispetto al Bosch. L’M2S ha più “schiena” a bassi regimi.
A questo si aggiunge un rapporto di moltiplicazione della potenza del rider veramente elevato, tanto da creare quasi una sorta di disconnessione tra quello che fanno le gambe e quello che restituisce il motore.
Bisogna solo crederci, continuare a far girare i pedali e lui tira.
E tira forte.
Ogni ostacolo tecnico sembra poter essere scavalcato… almeno fino a quando non si smette di far girare i pedali o non si innesca il backflip!:scream::skull:
Il Bosch, invece, ha una curva di coppia che cresce maggiormente al crescere degli rpm e della spinta sui pedali. Sembra sempre un prolungamento della propria potenza, piuttosto che un motorino che si attiva semplicemente girando i pedali. Ha quel tipico transitorio da bassa cadenza ad alta cadenza che lo rende molto dinamico e scattante.
Col tedesco, anche in Turbo, se si allenta la spinta sui pedali, si percepisce una sorta di “sottocoppia” morbida e “felpata”, che si può sfruttare nelle situazioni di scarsa aderenza o, ad esempio, per controllare stretti tornantini in salita e poi riaccelerare forte in uscita, sul dritto.
Ovviamente sto volutamente estremizzando le differenze. È un’iperbole che mi serve per cercare di spiegare quelle piccole sfumature di carattere che, sulla carta, sono difficili da raccontare ma che sul sentiero si percepiscono chiaramente.

Overrun
Qui il Bosch vince a mani basse.
Sembra leggerti nel pensiero: capisce se vuoi ancora un po’ di spinta, quanta ne vuoi e per quanto tempo ne hai bisogno. Soprattutto nei passaggi tecnici, riesce spesso a portarti esattamente al di là dell’ostacolo, dove avresti voluto.
E, dopo averti portato dall’altra parte, riprende a spingere sotto l’azione dei pedali. Solo ora che ho l’Avinox ho capito cosa intendessero gli sviluppatori tedeschi quando parlavano di Uphill Flow.
Quello dell’Avinox, anche impostato al massimo, c’è, ma la sensazione è molto più semplice: sembra sostanzialmente un ritardo nell’interruzione della spinta del motore. E quando poi riprendi a pedalare, il motore ha un po’ di lag.
Molto meccanico e poco evoluto. Ma allora basta mettere in Boost e fanculo l’overrun: a salire a 10 km/h in più la bici acquisisce così tanta più inerzia che lei stessa diventa overrun…o_O:joy::joy: Ma da un punto di vista “dell’etica del ciclista muscolare” non è un granché…:poop:

Prontezza e risposta del motore
Premetto che per me questo è un parametro molto importante.
Mi piace pedalare sulle salite tecniche e ho comprato Orbea Wild anche perché i tecnici Orbea sembrano pensarla come me. Non a caso dovrebbero aver sviluppato un firmware specifico per cercare di avvicinare il comportamento dell’Avinox a quello del Bosch.
Ma anche con l’M2S, secondo me, l’Avinox non può essere utilizzato come un Bosch.
Al colpo secco di pedale che davo sul Bosch, magari per alleggerire l’anteriore o passare il gradino, qui devo sostituire una pedalata più costante, magari utilizzando un rapporto in più, per far salire al meglio l’Avinox.
Una volta capito questo, lui ricambia con una trazione enorme e una maggiore velocità di risalita. Ma sul tecnico perdona molto meno le interruzioni di pedalata rispetto al CX.
È un’esperienza più simile a una moto e meno a una pedalata muscolare.
Anche in discesa, alla ripresa della pedalata, c’è sempre un piccolo lag. Nulla di enorme, sia chiaro, ma considerando che nel mio setup tutti i parametri relativi alla prontezza del motore sono estremizzati, il Bosch rimane sicuramente più reattivo e collegato alla pedalata del rider.

Pedalata fuori assistenza o a motore spento
Qui il Bosch vince ancora.
L’Avinox dà una sensazione di pedalata leggermente impastata, un po’ come quando sulla muscolare hai la catena sporca di fango.
Il CX5, invece, è super libero: bello oliato, scorrevole, quasi trasparente sotto i pedali.


Ma attenzione: dipende da cosa si cerca
A questo punto è necessaria una precisazione importante:
Tutte queste sono considerazioni di chi fa dell’eMTB un utilizzo sportivo, quasi agonistico, e cerca nel motore soprattutto precisione, reattività e connessione con la propria pedalata.
Per i lunghi giri escursionistici penso invece che l’Avinox possa essere un motore più semplice e più “amico” e i puti a sfavore citati sopra passano in secondo piano.
Fa quasi tutto lui.
Più lo si conosce, più gli si dà fiducia e più si impara a lasciarlo lavorare. A quel punto spinge come un trattore e porta praticamente dappertutto.
Non devi necessariamente interpretarlo, provocarlo o cercare continuamente la risposta giusta: pedali, gli dai fiducia e lui tira.
Il Bosch è più reattivo, più preciso e più raffinato nel seguire quello che fa il rider, ma proprio per questo può risultare anche più “scorbutico”.
Richiede più attenzione nella gestione della pedalata e, avendo meno potenza a disposizione, è inevitabilmente anche più lento quando l’obiettivo diventa semplicemente andare forte.
Perché poi possiamo parlare per ore di sensibilità, modulazione, naturalezza della pedalata e raffinatezza dell’erogazione…
…ma quando parte la sparata da KOM sulla “salita della morte” e il cronometro diventa l’unico giudice, probabilmente c’è poco da discutere: Avinox e gas! …e se anche con l’Avinox non chiudi quel passaggio ostico, il tempo totale è comunque inferiore al Bosch, recuperando ampiamente in tutti gli altri frangenti.

Conclusioni
Alla fine, con l’Avinox si sale più veloci.
Ma rimane sempre un po’ troppo protagonista e un po’ più distaccato da quello che sta facendo il rider.
Ricordo però che stiamo parlando di sfumature di carattere, non di bianco o nero. Sono entrambi motori eccezionali e le differenze emergono soprattutto quando si cerca di analizzare nel dettaglio il modo in cui rispondono alla pedalata. E ci si adatta con soddisfazione con entrambi.

Se dovessi riassumere tutto con un’immagine, direi così:
Il Bosch mi sembra essere stato sviluppato da un pro rider XC che voleva massimizzare ed estremizzare tutte le caratteristiche della pedalata muscolare.
L’Avinox mi sembra invece essere stato sviluppato dal miglior team di ingegneri del mondo, dopo essersi fatto raccontare da chi va in bicicletta di cosa avrebbe bisogno.
Ed è forse proprio qui che sta la differenza di carattere tra i due.
Tecnologicamente, esteticamente e per velocità di ascesa non c’è paragone: l’Avinox vince a mani basse.
Ma quando si parla del cuore del motore, di quella miriade di piccole sfumature nella risposta, nell’erogazione e nel rapporto tra quello che fanno le gambe e quello che succede alla ruota posteriore, per me il Bosch è ancora avanti.

Basta questo?
Direi proprio di no. E anche il grosso del mercato sta dando questa stessa risposta.
Nn sarei stato capace di scriver meglio o_O o_O :joy:.Brakky
 

cowboykite80

Ebiker celestialis
12 Aprile 2022
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Albese con Cassano
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Moustache Samedi Trail 5 23
Ma allora basta mettere in Boost e fanculo l’overrun: a salire a 10 km/h in più la bici acquisisce così tanta più inerzia che lei stessa diventa overrun…o_O:joy::joy: Ma da un punto di vista “dell’etica del ciclista muscolare” non è un granché…:poop:
Ottimo post, Ottimi spunti come sempre!
È quello che penso da un po'. Quanto ti disturba questa differenza? Poi è ovvio che sia soggettivo però è un mio pensiero ricorrente.
 
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SandroRiz

Ebiker specialissimus
15 Settembre 2016
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Amflow PX Pro
cmq per non fare troppo "godere" i detrattori dei china-boys, sono appena rientrato da un giro dove ho portato un amico fresco possessore di amflow PR che prima aveva sempre avuto bosch (cube, ecc.)

gli ho fatto fare uno di quei single-track dove è più stimolante farlo in salita che in discesa, un S2 di 3km con innumerevoli spunti tecnici di sassi, radici, gradoni (superabili), contropendenze, ecc.

affrontato in Trail (che io ho abbassato a 900W per non essere troppo esuberante), ce lo siamo "mangiati" a velocità smodata, riuscendo a non mettere giù il piede neanche una volta... (certe volte con jolly o colpi di c... ci devi credere e pestare sul pedale per vedere cosa succede!)
alla fine era sorriso a 64 denti e il suo commento è stato "col ca**o che prima col bosch mi sarei divertito così tanto..."

è solo da capire se l'etica di cui parla @Oettam20 per voi è fondamentale o no, perché siamo di fronte a due filosofie (e direi modi di guidare) diversi... se non vi piace (ogni tanto, mica dovete sempre) avere la possibilità di "premere il bottone del NOX e sentire una fionda nel c... che vi schizza in avanti" forse avinox non fa per voi...
 

Oettam20

Ebiker specialissimus
17 Settembre 2016
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Ottimo post, Ottimi spunti come sempre!
È quello che penso da un po'. Quanto ti disturba questa differenza? Poi è ovvio che sia soggettivo però è un mio pensiero ricorrente.
La differenza non disturba in assoluto. É come chiedere ad un crossista se preferisce il 125 2T o un 450 4T. Sono due modi differenti di fare la stessa cosa. C’è e chi preferisce l’una e chi l‘altra.
Tornando all’Avinox sono io che dovrò trovare il modo di sfruttarlo al meglio adattando la mia guida e la cosa non mi disturba affatto, anzi è di stimolo.
 
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biker10

Ebiker potentibus
3 Aprile 2024
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piemonte
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rockrider
Dopo una manciata di uscite con l’ultimo Avinox M2S, non posso esimermi dal confronto con il Bosch CX5.
Un confronto che viene ancora più naturale perché montato sulla stessa bici. Vero, è un nuovo modello di Wild, ma il carattere rimane sempre il medesimo, anche se la LT è più evoluta e moderna. Ma questa sarà un’altra storia.
Voglio soffermarmi solamente sui motori e provare a metterli a confronto per ognuno degli aspetti che ne definiscono il carattere.

Forme, peso e volumi
Qui l’Avinox vince facile e fa sembrare il Bosch semplicemente di una generazione sorpassata.
Tubi batteria snelli, il motore che quasi non si vede e non sbalza sotto la corona — un gran vantaggio anche pratico sul tecnico, oltre che estetico — e circa 500 grammi risparmiati sulla bici.
Tecnologicamente, almeno guardandolo da fuori, sembra davvero esserci una generazione di differenza. Per me questo è stato uno dei punti che me lo hanno fatto scegliere.

Rumore
Qui non posso esprimermi perché penso di avere una bici difettosa.
Le altre Avinox che ho provato sono silenziose, la mia sibila come uno Shimano, anche in Eco a 100 watt e 70 rpm.
Bocciato, in attesa di lumi da parte del rivenditore!

Autonomia
È quasi impossibile confrontare realmente l’autonomia, perché dipende troppo dalle modalità utilizzate, dalla potenza del rider, dal dislivello, dal terreno, dallo stile di guida e soprattutto dalla velocità di risalita.
L’Avinox mi sembra comunque abbastanza assetato, ma di contro mette a disposizione più potenza. Alla fine, quindi, darei un sostanziale ex aequo con il Bosch.
Dove invece il CX vince a mani basse è nell’indicazione percentuale della carica residua.
Bosch, dopo l’ultima release del firmware, è precisissimo: lineare, onesto.
Se in Eco dall’80% al 70% fai 300 m di dislivello, hai praticamente la garanzia di fare 3.000 m con il 100% di batteria.
Nell’Avinox il primo 10% è in realtà un 17% e l’ultimo 10% è in realtà un 7%.
Una cosa veramente fastidiosa quando si cerca di fare due calcoli per capire se si riuscirà a chiudere il giro e, soprattutto, con quale livello di assistenza farlo.:triumph:

Potenza
L’Avinox spinge di più. Punto. Sempre e comunque è più veloce a risalire. E quello che cercherò di spiegare successivamente viene cancellato, “asfaltato”, dai 600 watt in più di potenza che permettono semplicemente di fare cose che con il Bosch non sono possibili, o almeno non possibili alla medesima velocità. E quello che è un gradino in salita a 9 km/h diventa un salto a 15 km/h…
Ma il modo in cui spinge questa superiore potenza è un po’ più complesso da raccontare.
Ho avuto modo di usarlo anche nella configurazione Orbea del Turbo, quindi a pari potenza del Bosch, ma la sensazione è che l’Avinox vada comunque di più.
La ragione, secondo me, è una curva di coppia molto più corposa fin dai bassi regimi, che ti fa fare strada e ti invita a utilizzare sempre un rapporto in più rispetto al Bosch. L’M2S ha più “schiena” a bassi regimi.
A questo si aggiunge un rapporto di moltiplicazione della potenza del rider veramente elevato, tanto da creare quasi una sorta di disconnessione tra quello che fanno le gambe e quello che restituisce il motore.
Bisogna solo crederci, continuare a far girare i pedali e lui tira.
E tira forte.
Ogni ostacolo tecnico sembra poter essere scavalcato… almeno fino a quando non si smette di far girare i pedali o non si innesca il backflip!:scream::skull:
Il Bosch, invece, ha una curva di coppia che cresce maggiormente al crescere degli rpm e della spinta sui pedali. Sembra sempre un prolungamento della propria potenza, piuttosto che un motorino che si attiva semplicemente girando i pedali. Ha quel tipico transitorio da bassa cadenza ad alta cadenza che lo rende molto dinamico e scattante.
Col tedesco, anche in Turbo, se si allenta la spinta sui pedali, si percepisce una sorta di “sottocoppia” morbida e “felpata”, che si può sfruttare nelle situazioni di scarsa aderenza o, ad esempio, per controllare stretti tornantini in salita e poi riaccelerare forte in uscita, sul dritto.
Ovviamente sto volutamente estremizzando le differenze. È un’iperbole che mi serve per cercare di spiegare quelle piccole sfumature di carattere che, sulla carta, sono difficili da raccontare ma che sul sentiero si percepiscono chiaramente.

Overrun
Qui il Bosch vince a mani basse.
Sembra leggerti nel pensiero: capisce se vuoi ancora un po’ di spinta, quanta ne vuoi e per quanto tempo ne hai bisogno. Soprattutto nei passaggi tecnici, riesce spesso a portarti esattamente al di là dell’ostacolo, dove avresti voluto.
E, dopo averti portato dall’altra parte, riprende a spingere sotto l’azione dei pedali. Solo ora che ho l’Avinox ho capito cosa intendessero gli sviluppatori tedeschi quando parlavano di Uphill Flow.
Quello dell’Avinox, anche impostato al massimo, c’è, ma la sensazione è molto più semplice: sembra sostanzialmente un ritardo nell’interruzione della spinta del motore. E quando poi riprendi a pedalare, il motore ha un po’ di lag.
Molto meccanico e poco evoluto. Ma allora basta mettere in Boost e fanculo l’overrun: a salire a 10 km/h in più la bici acquisisce così tanta più inerzia che lei stessa diventa overrun…o_O:joy::joy: Ma da un punto di vista “dell’etica del ciclista muscolare” non è un granché…:poop:

Prontezza e risposta del motore
Premetto che per me questo è un parametro molto importante.
Mi piace pedalare sulle salite tecniche e ho comprato Orbea Wild anche perché i tecnici Orbea sembrano pensarla come me. Non a caso dovrebbero aver sviluppato un firmware specifico per cercare di avvicinare il comportamento dell’Avinox a quello del Bosch.
Ma anche con l’M2S, secondo me, l’Avinox non può essere utilizzato come un Bosch.
Al colpo secco di pedale che davo sul Bosch, magari per alleggerire l’anteriore o passare il gradino, qui devo sostituire una pedalata più costante, magari utilizzando un rapporto in più, per far salire al meglio l’Avinox.
Una volta capito questo, lui ricambia con una trazione enorme e una maggiore velocità di risalita. Ma sul tecnico perdona molto meno le interruzioni di pedalata rispetto al CX.
È un’esperienza più simile a una moto e meno a una pedalata muscolare.
Anche in discesa, alla ripresa della pedalata, c’è sempre un piccolo lag. Nulla di enorme, sia chiaro, ma considerando che nel mio setup tutti i parametri relativi alla prontezza del motore sono estremizzati, il Bosch rimane sicuramente più reattivo e collegato alla pedalata del rider.

Pedalata fuori assistenza o a motore spento
Qui il Bosch vince ancora.
L’Avinox dà una sensazione di pedalata leggermente impastata, un po’ come quando sulla muscolare hai la catena sporca di fango.
Il CX5, invece, è super libero: bello oliato, scorrevole, quasi trasparente sotto i pedali.


Ma attenzione: dipende da cosa si cerca
A questo punto è necessaria una precisazione importante:
Tutte queste sono considerazioni di chi fa dell’eMTB un utilizzo sportivo, quasi agonistico, e cerca nel motore soprattutto precisione, reattività e connessione con la propria pedalata.
Per i lunghi giri escursionistici penso invece che l’Avinox possa essere un motore più semplice e più “amico” e i puti a sfavore citati sopra passano in secondo piano.
Fa quasi tutto lui.
Più lo si conosce, più gli si dà fiducia e più si impara a lasciarlo lavorare. A quel punto spinge come un trattore e porta praticamente dappertutto.
Non devi necessariamente interpretarlo, provocarlo o cercare continuamente la risposta giusta: pedali, gli dai fiducia e lui tira.
Il Bosch è più reattivo, più preciso e più raffinato nel seguire quello che fa il rider, ma proprio per questo può risultare anche più “scorbutico”.
Richiede più attenzione nella gestione della pedalata e, avendo meno potenza a disposizione, è inevitabilmente anche più lento quando l’obiettivo diventa semplicemente andare forte.
Perché poi possiamo parlare per ore di sensibilità, modulazione, naturalezza della pedalata e raffinatezza dell’erogazione…
…ma quando parte la sparata da KOM sulla “salita della morte” e il cronometro diventa l’unico giudice, probabilmente c’è poco da discutere: Avinox e gas! …e se anche con l’Avinox non chiudi quel passaggio ostico, il tempo totale è comunque inferiore al Bosch, recuperando ampiamente in tutti gli altri frangenti.

Conclusioni
Alla fine, con l’Avinox si sale più veloci.
Ma rimane sempre un po’ troppo protagonista e un po’ più distaccato da quello che sta facendo il rider.
Ricordo però che stiamo parlando di sfumature di carattere, non di bianco o nero. Sono entrambi motori eccezionali e le differenze emergono soprattutto quando si cerca di analizzare nel dettaglio il modo in cui rispondono alla pedalata. E ci si adatta con soddisfazione con entrambi.

Se dovessi riassumere tutto con un’immagine, direi così:
Il Bosch mi sembra essere stato sviluppato da un pro rider XC che voleva massimizzare ed estremizzare tutte le caratteristiche della pedalata muscolare.
L’Avinox mi sembra invece essere stato sviluppato dal miglior team di ingegneri del mondo, dopo essersi fatto raccontare da chi va in bicicletta di cosa avrebbe bisogno.
Ed è forse proprio qui che sta la differenza di carattere tra i due.
Tecnologicamente, esteticamente e per velocità di ascesa non c’è paragone: l’Avinox vince a mani basse.
Ma quando si parla del cuore del motore, di quella miriade di piccole sfumature nella risposta, nell’erogazione e nel rapporto tra quello che fanno le gambe e quello che succede alla ruota posteriore, per me il Bosch è ancora avanti.

Basta questo?
Direi proprio di no. E anche il grosso del mercato sta dando questa stessa risposta.
cavolo che recensione super dettagliata. se fossi marco ti assumerei subito ;)
 
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alexnotari65

Ebiker celestialis
2 Novembre 2016
7.861
3.944
113
61
Parma
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Bici
Orbea Wild Team
Ecco, allora aggiungo un punto di vista un po diverso, cioè di quelli (pochi) come me che amano faticare pedalando, che hanno batterie piccole per cui bisogna centellinare la potenza per usarla quando è indispensabile. Oggi ho fatto il secondo giro con la Wild, e se si usano potenza/coppia come un Bosch CX 4 Smart (85nm e 600
W) si sente tanto la mancanza di coppia che si ha a disposizione sempre e comunque (anche a bassa cadenza!) con le modalità adattive, che io usavo su 3 assistenze su 4 (eco non è adattiva). Dandoci di gamba reagiva sempre a qualsiasi cadenza, e in modo brillante, con Avinox a meno di settarlo con potenze altissime (e addio batteria) non si avvicina proprio a quel funzionamento, anzi, muore proprio anche spingendo di più.
Non so se la modalità Auto settata un po alta possa cambiare qualcosa, ma al momento sono deluso da questo pluridecantato motore, che evidentemente è stato valutato solo da chi lo usa a piena potenza, e non da chi, come me, lo usa con potenze simili alla vecchia concorrenza.
Vedrò nei prossimi giri se riuscirò a trovare qualche maniera per farlo andare come piace a me, ma a meno che non intervengano da Avinox modifiche SW con modalità adattive simili al Bosch (che nessuno è mai riuscito ad avvicinare!) temo che dovrò accontentarmi di quello che passa la Cina.
 

Lukewhite

Ebiker pedalantibus
27 Dicembre 2021
209
116
43
Roma
Visita Sito
Bici
Orbea Rallon Rs
Ottima recensione!
Dopo una manciata di uscite con l’ultimo Avinox M2S, non posso esimermi dal confronto con il Bosch CX5.
Un confronto che viene ancora più naturale perché montato sulla stessa bici. Vero, è un nuovo modello di Wild, ma il carattere rimane sempre il medesimo, anche se la LT è più evoluta e moderna. Ma questa sarà un’altra storia.
Voglio soffermarmi solamente sui motori e provare a metterli a confronto per ognuno degli aspetti che ne definiscono il carattere.

Forme, peso e volumi
Qui l’Avinox vince facile e fa sembrare il Bosch semplicemente di una generazione sorpassata.
Tubi batteria snelli, il motore che quasi non si vede e non sbalza sotto la corona — un gran vantaggio anche pratico sul tecnico, oltre che estetico — e circa 500 grammi risparmiati sulla bici.
Tecnologicamente, almeno guardandolo da fuori, sembra davvero esserci una generazione di differenza. Per me questo è stato uno dei punti che me lo hanno fatto scegliere.

Rumore
Qui non posso esprimermi perché penso di avere una bici difettosa.
Le altre Avinox che ho provato sono silenziose, la mia sibila come uno Shimano, anche in Eco a 100 watt e 70 rpm.
Bocciato, in attesa di lumi da parte del rivenditore!

Autonomia
È quasi impossibile confrontare realmente l’autonomia, perché dipende troppo dalle modalità utilizzate, dalla potenza del rider, dal dislivello, dal terreno, dallo stile di guida e soprattutto dalla velocità di risalita.
L’Avinox mi sembra comunque abbastanza assetato, ma di contro mette a disposizione più potenza. Alla fine, quindi, darei un sostanziale ex aequo con il Bosch.
Dove invece il CX vince a mani basse è nell’indicazione percentuale della carica residua.
Bosch, dopo l’ultima release del firmware, è precisissimo: lineare, onesto.
Se in Eco dall’80% al 70% fai 300 m di dislivello, hai praticamente la garanzia di fare 3.000 m con il 100% di batteria.
Nell’Avinox il primo 10% è in realtà un 17% e l’ultimo 10% è in realtà un 7%.
Una cosa veramente fastidiosa quando si cerca di fare due calcoli per capire se si riuscirà a chiudere il giro e, soprattutto, con quale livello di assistenza farlo.:triumph:

Potenza
L’Avinox spinge di più. Punto. Sempre e comunque è più veloce a risalire. E quello che cercherò di spiegare successivamente viene cancellato, “asfaltato”, dai 600 watt in più di potenza che permettono semplicemente di fare cose che con il Bosch non sono possibili, o almeno non possibili alla medesima velocità. E quello che è un gradino in salita a 9 km/h diventa un salto a 15 km/h…
Ma il modo in cui spinge questa superiore potenza è un po’ più complesso da raccontare.
Ho avuto modo di usarlo anche nella configurazione Orbea del Turbo, quindi a pari potenza del Bosch, ma la sensazione è che l’Avinox vada comunque di più.
La ragione, secondo me, è una curva di coppia molto più corposa fin dai bassi regimi, che ti fa fare strada e ti invita a utilizzare sempre un rapporto in più rispetto al Bosch. L’M2S ha più “schiena” a bassi regimi.
A questo si aggiunge un rapporto di moltiplicazione della potenza del rider veramente elevato, tanto da creare quasi una sorta di disconnessione tra quello che fanno le gambe e quello che restituisce il motore.
Bisogna solo crederci, continuare a far girare i pedali e lui tira.
E tira forte.
Ogni ostacolo tecnico sembra poter essere scavalcato… almeno fino a quando non si smette di far girare i pedali o non si innesca il backflip!:scream::skull:
Il Bosch, invece, ha una curva di coppia che cresce maggiormente al crescere degli rpm e della spinta sui pedali. Sembra sempre un prolungamento della propria potenza, piuttosto che un motorino che si attiva semplicemente girando i pedali. Ha quel tipico transitorio da bassa cadenza ad alta cadenza che lo rende molto dinamico e scattante.
Col tedesco, anche in Turbo, se si allenta la spinta sui pedali, si percepisce una sorta di “sottocoppia” morbida e “felpata”, che si può sfruttare nelle situazioni di scarsa aderenza o, ad esempio, per controllare stretti tornantini in salita e poi riaccelerare forte in uscita, sul dritto.
Ovviamente sto volutamente estremizzando le differenze. È un’iperbole che mi serve per cercare di spiegare quelle piccole sfumature di carattere che, sulla carta, sono difficili da raccontare ma che sul sentiero si percepiscono chiaramente.

Overrun
Qui il Bosch vince a mani basse.
Sembra leggerti nel pensiero: capisce se vuoi ancora un po’ di spinta, quanta ne vuoi e per quanto tempo ne hai bisogno. Soprattutto nei passaggi tecnici, riesce spesso a portarti esattamente al di là dell’ostacolo, dove avresti voluto.
E, dopo averti portato dall’altra parte, riprende a spingere sotto l’azione dei pedali. Solo ora che ho l’Avinox ho capito cosa intendessero gli sviluppatori tedeschi quando parlavano di Uphill Flow.
Quello dell’Avinox, anche impostato al massimo, c’è, ma la sensazione è molto più semplice: sembra sostanzialmente un ritardo nell’interruzione della spinta del motore. E quando poi riprendi a pedalare, il motore ha un po’ di lag.
Molto meccanico e poco evoluto. Ma allora basta mettere in Boost e fanculo l’overrun: a salire a 10 km/h in più la bici acquisisce così tanta più inerzia che lei stessa diventa overrun…o_O:joy::joy: Ma da un punto di vista “dell’etica del ciclista muscolare” non è un granché…:poop:

Prontezza e risposta del motore
Premetto che per me questo è un parametro molto importante.
Mi piace pedalare sulle salite tecniche e ho comprato Orbea Wild anche perché i tecnici Orbea sembrano pensarla come me. Non a caso dovrebbero aver sviluppato un firmware specifico per cercare di avvicinare il comportamento dell’Avinox a quello del Bosch.
Ma anche con l’M2S, secondo me, l’Avinox non può essere utilizzato come un Bosch.
Al colpo secco di pedale che davo sul Bosch, magari per alleggerire l’anteriore o passare il gradino, qui devo sostituire una pedalata più costante, magari utilizzando un rapporto in più, per far salire al meglio l’Avinox.
Una volta capito questo, lui ricambia con una trazione enorme e una maggiore velocità di risalita. Ma sul tecnico perdona molto meno le interruzioni di pedalata rispetto al CX.
È un’esperienza più simile a una moto e meno a una pedalata muscolare.
Anche in discesa, alla ripresa della pedalata, c’è sempre un piccolo lag. Nulla di enorme, sia chiaro, ma considerando che nel mio setup tutti i parametri relativi alla prontezza del motore sono estremizzati, il Bosch rimane sicuramente più reattivo e collegato alla pedalata del rider.

Pedalata fuori assistenza o a motore spento
Qui il Bosch vince ancora.
L’Avinox dà una sensazione di pedalata leggermente impastata, un po’ come quando sulla muscolare hai la catena sporca di fango.
Il CX5, invece, è super libero: bello oliato, scorrevole, quasi trasparente sotto i pedali.


Ma attenzione: dipende da cosa si cerca
A questo punto è necessaria una precisazione importante:
Tutte queste sono considerazioni di chi fa dell’eMTB un utilizzo sportivo, quasi agonistico, e cerca nel motore soprattutto precisione, reattività e connessione con la propria pedalata.
Per i lunghi giri escursionistici penso invece che l’Avinox possa essere un motore più semplice e più “amico” e i puti a sfavore citati sopra passano in secondo piano.
Fa quasi tutto lui.
Più lo si conosce, più gli si dà fiducia e più si impara a lasciarlo lavorare. A quel punto spinge come un trattore e porta praticamente dappertutto.
Non devi necessariamente interpretarlo, provocarlo o cercare continuamente la risposta giusta: pedali, gli dai fiducia e lui tira.
Il Bosch è più reattivo, più preciso e più raffinato nel seguire quello che fa il rider, ma proprio per questo può risultare anche più “scorbutico”.
Richiede più attenzione nella gestione della pedalata e, avendo meno potenza a disposizione, è inevitabilmente anche più lento quando l’obiettivo diventa semplicemente andare forte.
Perché poi possiamo parlare per ore di sensibilità, modulazione, naturalezza della pedalata e raffinatezza dell’erogazione…
…ma quando parte la sparata da KOM sulla “salita della morte” e il cronometro diventa l’unico giudice, probabilmente c’è poco da discutere: Avinox e gas! …e se anche con l’Avinox non chiudi quel passaggio ostico, il tempo totale è comunque inferiore al Bosch, recuperando ampiamente in tutti gli altri frangenti.

Conclusioni
Alla fine, con l’Avinox si sale più veloci.
Ma rimane sempre un po’ troppo protagonista e un po’ più distaccato da quello che sta facendo il rider.
Ricordo però che stiamo parlando di sfumature di carattere, non di bianco o nero. Sono entrambi motori eccezionali e le differenze emergono soprattutto quando si cerca di analizzare nel dettaglio il modo in cui rispondono alla pedalata. E ci si adatta con soddisfazione con entrambi.

Se dovessi riassumere tutto con un’immagine, direi così:
Il Bosch mi sembra essere stato sviluppato da un pro rider XC che voleva massimizzare ed estremizzare tutte le caratteristiche della pedalata muscolare.
L’Avinox mi sembra invece essere stato sviluppato dal miglior team di ingegneri del mondo, dopo essersi fatto raccontare da chi va in bicicletta di cosa avrebbe bisogno.
Ed è forse proprio qui che sta la differenza di carattere tra i due.
Tecnologicamente, esteticamente e per velocità di ascesa non c’è paragone: l’Avinox vince a mani basse.
Ma quando si parla del cuore del motore, di quella miriade di piccole sfumature nella risposta, nell’erogazione e nel rapporto tra quello che fanno le gambe e quello che succede alla ruota posteriore, per me il Bosch è ancora avanti.

Basta questo?
Direi proprio di no. E anche il grosso del mercato sta dando questa stessa risposta.
Ottima recensione divisa per punti in modo da poter approfondire le differenze tra le due drive unit in base al proprio stile di riding e alla tipologia di trail che si percorre abitualmente.;)
 
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Ebiker pedalantibus
17 Dicembre 2020
225
192
43
MOUNTAINS
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Bici
NESSUNA
Ecco, allora aggiungo un punto di vista un po diverso, cioè di quelli (pochi) come me che amano faticare pedalando, che hanno batterie piccole per cui bisogna centellinare la potenza per usarla quando è indispensabile. Oggi ho fatto il secondo giro con la Wild, e se si usano potenza/coppia come un Bosch CX 4 Smart (85nm e 600
W) si sente tanto la mancanza di coppia che si ha a disposizione sempre e comunque (anche a bassa cadenza!) con le modalità adattive, che io usavo su 3 assistenze su 4 (eco non è adattiva). Dandoci di gamba reagiva sempre a qualsiasi cadenza, e in modo brillante, con Avinox a meno di settarlo con potenze altissime (e addio batteria) non si avvicina proprio a quel funzionamento, anzi, muore proprio anche spingendo di più.
Non so se la modalità Auto settata un po alta possa cambiare qualcosa, ma al momento sono deluso da questo pluridecantato motore, che evidentemente è stato valutato solo da chi lo usa a piena potenza, e non da chi, come me, lo usa con potenze simili alla vecchia concorrenza.
Vedrò nei prossimi giri se riuscirò a trovare qualche maniera per farlo andare come piace a me, ma a meno che non intervengano da Avinox modifiche SW con modalità adattive simili al Bosch (che nessuno è mai riuscito ad avvicinare!) temo che dovrò accontentarmi di quello che passa la Cina.

Secondo me si tratta solo di trovare impostazioni giuste. Io uso M1 ma voglio riportare comunque un giro che abbiamo fatto ieri con 2200 di dislivello (App Avinox ha calcolato qualcosa di meno) dove ho usato sempre AUTO da 6 a 8 con il TUNE e ho messo il Boost Eanched per superare alcuni gradoni ripidi. Potenza inpostata a 700 Watt e 90 Nm su AUTO ma con il TUNE si abbassa quando non serve.

Salita 70% su sentiero e il resto su strada misto asfalto e sterrato. Il mio socio aveva il Bosch G4 da 750 (Radon) ed é sempre rimasto indietro sul single track, che dovevo rallentare per aspettare e aveva paura di finire la batteria come infatti ha finito ma per fortuna a 500 metri dall'inizio della discesa. Io sono rimasto con un 8%. Peso 75 kg e non mi piace pedalare troppo agile, lui è anche qualche kg più leggero ed allenato.

Quindi secondo me o M2 è molto diverso oppure non hai ancora trovato l'impostazione giusta. Il G4 l'ho usato anche io per un po' di tempo ma non lo rimpiango affatto. Le differenze ci sono ma si tratta solo di trovare il settaggio giusto e quello che trovo davvero impareggiabile è la trazione in salita in situazioni di scarsa aderenza: dove mi sono trovato in difficoltà con G4 e altri motori (perdita di aderenza, sgommata e piede a terra) Avinox riesce sempre a stupire.

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alexnotari65

Ebiker celestialis
2 Novembre 2016
7.861
3.944
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Parma
Visita Sito
Bici
Orbea Wild Team
Secondo me si tratta solo di trovare impostazioni giuste. Io uso M1 ma voglio riportare comunque un giro che abbiamo fatto ieri con 2200 di dislivello (App Avinox ha calcolato qualcosa di meno) dove ho usato sempre AUTO da 6 a 8 con il TUNE e ho messo il Boost Eanched per superare alcuni gradoni ripidi. Potenza inpostata a 700 Watt e 90 Nm su AUTO ma con il TUNE si abbassa quando non serve.

Salita 70% su sentiero e il resto su strada misto asfalto e sterrato. Il mio socio aveva il Bosch G4 da 750 (Radon) ed é sempre rimasto indietro sul single track, che dovevo rallentare per aspettare e aveva paura di finire la batteria come infatti ha finito ma per fortuna a 500 metri dall'inizio della discesa. Io sono rimasto con un 8%. Peso 75 kg e non mi piace pedalare troppo agile, lui è anche qualche kg più leggero ed allenato.

Quindi secondo me o M2 è molto diverso oppure non hai ancora trovato l'impostazione giusta. Il G4 l'ho usato anche io per un po' di tempo ma non lo rimpiango affatto. Le differenze ci sono ma si tratta solo di trovare il settaggio giusto e quello che trovo davvero impareggiabile è la trazione in salita in situazioni di scarsa aderenza: dove mi sono trovato in difficoltà con G4 e altri motori (perdita di aderenza, sgommata e piede a terra) Avinox riesce sempre a stupire.

Vedi l'allegato 88634
Se io uso quei settaggi con la batteria da 600 mi sa che ne faccio 1000 di dislivello.
Ma il problema è che con assistenze “basse” come uso io (Auto oggi era 3-5 e qualche punto 6, 500w e 85nm) e Trail a 4-8 con coppia 90 nm e potenza a 650, non hai comunque il colpo di pedale che ti permette l’accelerata per passare il gradino o saltare il canaletto, non risponde, come anche a cadenza relativamente bassa, anche alzandosi in piedi non spinge di più, o comunque non come il Bosch. Io avevo il Gen4smart, ma usavo tutte le assistenze standard e anzi abbassando un po un parametro in una assistenza.
Riuscivo a consumare poco e a salire bene sul tecnico.
Sentivo il video di Daniel Naftali che lui Auto lo usa come ultima assistenza sul tecnico, magari può essere una soluzione, ma la usa alta, ma ci sta, se usata solo in determinati frangenti.
dovrò fare esperimenti, ma di base rimane quel buco di risposta al colpo di pedale.
E considera che Orbea dovrebbe essere intervenuta sul sw per renderlo più pronto.
 
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