Negli ultimi due anni si è creata una narrativa molto sbilanciata attorno ai sistemi Bosch e DJI, e sono sempre più convinto che la responsabilità principale attuale non sia esclusivamente tecnica, bensì figlia del poco ascolto alle necessità del mercato e alla cattiva gestione della comunicazione. Bosch, durante tutto il 2024, ha presentato le proprie novità in modo poco efficace proprio mentre DJI irrompeva sul mercato con una strategia aggressiva, chiara e spettacolare. Il risultato? Una percezione del mercatto distorta rispetto al reale divario attuale tra i due sistemi.
Nel 2024 Bosch introduceva:
• un nuovo motore dichiarando fin dal primo minuto che non fosse di nuova generazione e identificandolo con una sigla ostica e difficile da ricordare (DU…); Look uguale al precedente, pesi simili. Solo gli attacchi motore cambiavano.
- una piattaforma inerziale “ma non vi diciamo per cosa lo usiamo”, trazione in piu ma non vi diciamo se abbiamo un traction control.
• la tesi che 85 Nm fossero più che sufficienti, evitando accuratamente di comunicare il valore dei Watt massimi. Non un watt in piu rispetto la generazione precedente ne un Nm in piu….;
• batterie più leggere ma tozze nei volumi, che riportavano le linee delle e-MTB indietro di quattro anni;
• il solito display a barre, mentre nel frattempo i costruttori preparavano telai con orribili sportellini di plastica pronti per… chissà cosa; E non provate a usare il
Garmin per i dati che tanto non c’è speranza
• lo stesso caricabatterie lento, anacronistico rispetto a un mercato che chiedeva rapidità e modernità.
In questo scenario, mentre Bosch comunicava in modo timido, con innovazione Zero, DJI sfoderava un pacchetto esplosivo: potenza massima mostruosa, numeri chiari, estetica fresca, ricarica veloce, display touch e storytelling da azienda Tech aggressivo. Il gap percepito nel 2024 – e per buona parte del 2025 – è diventato enorme, alimentando la sensazione di un enorme vantaggio tecnico e di immagine che DJI ha sfruttato alla perfezione.
Se avessimo dovuto dare un voto nel 2024, il confronto sarebbe stato impietoso: Bosch 6 contro un 10 pieno per DJI. Una forbice esagerata, figlia del gap tecnico nel 2024. E questo tipo di percezione, una volta sedimentato tra gli appassionati, è durissimo da scalfire.
Oggi, però, il quadro reale è molto diverso. Con l’aggiornamento in potenza, il nuovo display, la proverbiale affidabilità, la naturalezza della pedalata e la dinamica di erogazione, l’overrun, il sistema Bosch è tranquillamente da 8,5 contro il 10 di DJI. Ma nella testa degli appassionati il distacco sembra ancora abissale, nonostante nella pratica non lo sia affatto.
Li ho provati entrambi a fondo, su terreni tecnici e con salite impegnative. E posso dire con convinzione che oggi sceglierei una ciclistica eccellente equipaggiata con Bosch piuttosto che una ciclistica ”normale” con DJI. E lo dice uno che ama la salita tecnica, dove il motore fa davvero la differenza.
La verità è che il valore attuale dei due sistemi è molto più vicino di quanto il “sentiment” del mercato voglia far credere. E Bosch, oggi, merita di essere giudicata per quello che offre davvero, non per come ha comunicato un anno fa.
Tuttavia ringrazio DJI perché senza di loro Bosch ci darebbe ancora lo sistema del 2022 dicendo che “va bene cosi”.
Ora da Bosch mi aspetterei in tempi brevi una ricarica rapida, un batteria Slim magari con maggiore densità energetica, una limata ai pesi e un po piu di attenzione alle necessità dei veri utilizzatori. Solo cosi la partita coi cinesi si riaprirebbe definitivamente con vantaggi per tutti noi.