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Testo
<blockquote data-quote="apollokid" data-source="post: 555183" data-attributes="member: 21461"><p>Premetto che per i paragoni col Bosch esiste già un topic apposito e che personalmente ritengo interessante capire come è fatto internamente un motore rispetto ad un altro, soprattutto se quest'ultimo è salito velocemente alla ribalta come l'Avinox.</p><p>Non sapevo che il Brose avesse anche lui un riduttore epicicloidale, sono perciò andato a guardarmi le foto che ho trovato in rete ma mi sembra di poter dire che nell'Avinox siano stati installati due stadi di riduzione mentre nel Brose uno solo e poi si è utilizzata una cinghia.</p><p>Nell'Avinox infatti ci sono 3 satelliti più piccoli in metallo che presumo ingaggino direttamente sull'albero del motore e poi 3 satelliti più grossi in plastica disposti sullo stesso asse dei 3 di prima, nel Brose invece i satelliti sono solo 3 e ruotano direttamente intorno all' ingranaggio solare dell'albero motore. </p><p>Quella dell'Avinox è una soluzione sicuramente interessante perché diventa estremamente compatta, ed a maggior ragione mi viene da chiedermi: perché nemmeno Brose ha osato fare questo passetto in più?</p><p>Lo chiedo senza polemiche, i motivi possono essere tanti, anche semplicemente legati alle catene di approvvigionamento che non erano in grado di produrre certi pezzi meccanici con la precisione e le tolleranze necessarie o che i costi di produzione e di assemblaggio sarebbero stati eccessivi. </p><p>Non la metterei quindi solo su una questione di affidabilità sul lungo periodo e nemmeno sulla incapacità degli ingegneri occidentali di disegnare un sistema di riduzione.</p><p>[ATTACH=full]83773[/ATTACH][ATTACH=full]83774[/ATTACH]</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="apollokid, post: 555183, member: 21461"] Premetto che per i paragoni col Bosch esiste già un topic apposito e che personalmente ritengo interessante capire come è fatto internamente un motore rispetto ad un altro, soprattutto se quest'ultimo è salito velocemente alla ribalta come l'Avinox. Non sapevo che il Brose avesse anche lui un riduttore epicicloidale, sono perciò andato a guardarmi le foto che ho trovato in rete ma mi sembra di poter dire che nell'Avinox siano stati installati due stadi di riduzione mentre nel Brose uno solo e poi si è utilizzata una cinghia. Nell'Avinox infatti ci sono 3 satelliti più piccoli in metallo che presumo ingaggino direttamente sull'albero del motore e poi 3 satelliti più grossi in plastica disposti sullo stesso asse dei 3 di prima, nel Brose invece i satelliti sono solo 3 e ruotano direttamente intorno all' ingranaggio solare dell'albero motore. Quella dell'Avinox è una soluzione sicuramente interessante perché diventa estremamente compatta, ed a maggior ragione mi viene da chiedermi: perché nemmeno Brose ha osato fare questo passetto in più? Lo chiedo senza polemiche, i motivi possono essere tanti, anche semplicemente legati alle catene di approvvigionamento che non erano in grado di produrre certi pezzi meccanici con la precisione e le tolleranze necessarie o che i costi di produzione e di assemblaggio sarebbero stati eccessivi. Non la metterei quindi solo su una questione di affidabilità sul lungo periodo e nemmeno sulla incapacità degli ingegneri occidentali di disegnare un sistema di riduzione. [ATTACH type="full"]83773[/ATTACH][ATTACH type="full"]83774[/ATTACH] [/QUOTE]
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