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<blockquote data-quote="Oettam20" data-source="post: 556258" data-attributes="member: 310"><p>Riapro questo thread perché ho letto che ci sono ancora tanti che hanno problemi con la sella e dolori annessi su uscite lunghe.</p><p>Nel corso dei piu o meno 200k di attività su due ruote, studiando cosa dicono gli esperti del settore ho elaborato una mia guida “metodologica” in 5 step in ordine di importanza che mi sento di condividere per non andare a caso nella scelta della sella. Questa ricerca nel buio è una cosa veramente frustrante dato il numero di marche, modelli e prezzi che ci sono sul mercato.</p><p></p><p>Negli anni mi sono convinto di una cosa molto semplice: fondello e pantalone sono la prima – e più importante – interfaccia tra il ciclista e la bici, o meglio… tra il ciclista e il proprio culo </p><p></p><p>Quando parlo di qualità, purtroppo bisogna essere chiari: un buon pantalone da bici difficilmente può avere un prezzo di listino sotto i 150 €. Non è snobismo ma realtà tecnica.</p><p>Sotto quella cifra i compromessi sui fondelli sono evidenti: schiume che collassano, densità sbagliate, scarsa resilienza nel tempo. Un fondello scadente crea picchi di pressione localizzati che nessuna sella, per quanto buona, potrà mai compensare. </p><p></p><p>A questo si aggiunge un altro punto fondamentale: il pantalone dovrebbe essere un bib, quindi con le bretelle.</p><p>Le bretelle non servono solo al comfort, ma a tenere tutto il sistema fermo e coerente con il corpo, mantenendo il fondello esattamente nella posizione corretta durante la pedalata. Senza bretelle, tra movimenti, trazione del tessuto e sudore, il fondello tende a spostarsi, vanificando anche il miglior progetto possibile.</p><p></p><p>La misura della distanza tra le ossa ischiatiche è il vero punto di partenza nella scelta della sella, perché è l’unico dato anatomico oggettivo del rider. Non dipende dal marchio, dal modello né dalle mode, e soprattutto non cambia nel tempo. Serve a definire la larghezza minima corretta della sella, cioè quella che permette agli ischi di appoggiarsi sulla parte portante e non sui tessuti molli.</p><p>Attenzione però: questa misura non determina da sola la sella “giusta”, ma serve a escludere tutte quelle sbagliate. Da lì in poi la larghezza va corretta in funzione della postura e dell’inclinazione del bacino: più si pedala piegati in avanti, più gli ischi si avvicinano e la sella può essere stretta; più si pedala eretti (trail, enduro, e-MTB), più gli ischi si allontanano e serve una sella più larga. Sbagliare la larghezza significa vanificare forma, foro centrale e imbottitura: una sella troppo stretta o troppo larga non funzionerà mai, anche se “sulla carta” è il modello giusto. Indicativamente per la postura “enduro” si parla di larghezza ossa ischiatiche +2 cm </p><p></p><p>Chiarito questo, il terzo step è la forma della sella</p><p>Non esiste la “sella migliore in assoluto”, ma esistono selle piatte e selle con profilo arcuato (la classica “schiena d’asino”)…e tutte le varianti del caso ma riconducibili a queste due tipologie La differenza non è estetica:</p><p></p><p>– la sella arcuata lascia più libertà di movimento al bacino</p><p>– quella piatta</p><p> stabilizza di più chi ha un bacino rigido o poco mobile</p><p></p><p>Quarto punto, secondo me cruciale e spesso sottovalutato: antiversione e retroversione del bacino.</p><p>Ognuno di noi carica la sella in modo diverso, e questo cambia completamente dove e come si distribuisce la pressione. In base a questo:</p><p>– può servire uno scarico centrale</p><p>– può essere meglio un canale lungo o corto</p><p>– cambia la forma della parte posteriore della sella</p><p></p><p>Qui non si parla di “sensazioni”, ma di biomeccanica.</p><p></p><p>Quinto step: l’inclinazione della sella.</p><p>La famosa “messa in bolla” non è un valore assoluto, ma un equilibrio dinamico. La sella è regolata bene quando, anche togliendo le mani dal manubrio in pianura, non scivoli né in avanti né indietro.</p><p>Naso troppo basso = carico eccessivo su braccia e core.</p><p>Naso troppo alto = compressione perineale.</p><p>Bastano pochi gradi per rovinare tutto.</p><p></p><p>Infine c’è una regola trasversale che secondo me vale sempre:</p><p>ogni sedere ha bisogno della sua sella, ma ogni inclinazione del bacino rispetto al terreno ( altezza manubrio) ha bisogno di una sella diversa a parità di rider. Per esempio la sella che mi va bene in bici da corsa può essere sbagliata sull’enduro</p><p></p><p>A parità di rider:</p><p>– più sei piegato in avanti (XC, racing) → sella più stretta</p><p>– più pedali eretto (trail, enduro, e-MTB) → sella più larga e con imbottitura più presente</p><p></p><p>[URL unfurl="true"]https://www.sq-lab.com/f/120582/4450x5570/ca986deb1d/sqlab_einsatzbereiche_kategoriesierung_tabelle_0125_en_4450x5570pix.png/m/1840x2300/filters:grayscale(false):blur(0):quality(80)[/URL]</p><p></p><p>Non è una questione di comfort da divano, ma di gestione corretta dei carichi.</p><p>Una sella sbagliata non fa solo “male al culo”: altera la postura, affatica le mani, sovraccarica la schiena e, alla lunga, rovina anche la pedalata e salute posturale.</p><p></p><p>Questo a seguito, al di la della marca della sella, è un ottimo esempio di approccio nell’indirizzarsi verso la sella giusta:</p><p></p><p>[URL unfurl="true"]https://www.sq-lab.com/en/ergonomics/sit-bone-measurement-for-bike-saddles[/URL]</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Oettam20, post: 556258, member: 310"] Riapro questo thread perché ho letto che ci sono ancora tanti che hanno problemi con la sella e dolori annessi su uscite lunghe. Nel corso dei piu o meno 200k di attività su due ruote, studiando cosa dicono gli esperti del settore ho elaborato una mia guida “metodologica” in 5 step in ordine di importanza che mi sento di condividere per non andare a caso nella scelta della sella. Questa ricerca nel buio è una cosa veramente frustrante dato il numero di marche, modelli e prezzi che ci sono sul mercato. Negli anni mi sono convinto di una cosa molto semplice: fondello e pantalone sono la prima – e più importante – interfaccia tra il ciclista e la bici, o meglio… tra il ciclista e il proprio culo Quando parlo di qualità, purtroppo bisogna essere chiari: un buon pantalone da bici difficilmente può avere un prezzo di listino sotto i 150 €. Non è snobismo ma realtà tecnica. Sotto quella cifra i compromessi sui fondelli sono evidenti: schiume che collassano, densità sbagliate, scarsa resilienza nel tempo. Un fondello scadente crea picchi di pressione localizzati che nessuna sella, per quanto buona, potrà mai compensare. A questo si aggiunge un altro punto fondamentale: il pantalone dovrebbe essere un bib, quindi con le bretelle. Le bretelle non servono solo al comfort, ma a tenere tutto il sistema fermo e coerente con il corpo, mantenendo il fondello esattamente nella posizione corretta durante la pedalata. Senza bretelle, tra movimenti, trazione del tessuto e sudore, il fondello tende a spostarsi, vanificando anche il miglior progetto possibile. La misura della distanza tra le ossa ischiatiche è il vero punto di partenza nella scelta della sella, perché è l’unico dato anatomico oggettivo del rider. Non dipende dal marchio, dal modello né dalle mode, e soprattutto non cambia nel tempo. Serve a definire la larghezza minima corretta della sella, cioè quella che permette agli ischi di appoggiarsi sulla parte portante e non sui tessuti molli. Attenzione però: questa misura non determina da sola la sella “giusta”, ma serve a escludere tutte quelle sbagliate. Da lì in poi la larghezza va corretta in funzione della postura e dell’inclinazione del bacino: più si pedala piegati in avanti, più gli ischi si avvicinano e la sella può essere stretta; più si pedala eretti (trail, enduro, e-MTB), più gli ischi si allontanano e serve una sella più larga. Sbagliare la larghezza significa vanificare forma, foro centrale e imbottitura: una sella troppo stretta o troppo larga non funzionerà mai, anche se “sulla carta” è il modello giusto. Indicativamente per la postura “enduro” si parla di larghezza ossa ischiatiche +2 cm Chiarito questo, il terzo step è la forma della sella Non esiste la “sella migliore in assoluto”, ma esistono selle piatte e selle con profilo arcuato (la classica “schiena d’asino”)…e tutte le varianti del caso ma riconducibili a queste due tipologie La differenza non è estetica: – la sella arcuata lascia più libertà di movimento al bacino – quella piatta stabilizza di più chi ha un bacino rigido o poco mobile Quarto punto, secondo me cruciale e spesso sottovalutato: antiversione e retroversione del bacino. Ognuno di noi carica la sella in modo diverso, e questo cambia completamente dove e come si distribuisce la pressione. In base a questo: – può servire uno scarico centrale – può essere meglio un canale lungo o corto – cambia la forma della parte posteriore della sella Qui non si parla di “sensazioni”, ma di biomeccanica. Quinto step: l’inclinazione della sella. La famosa “messa in bolla” non è un valore assoluto, ma un equilibrio dinamico. La sella è regolata bene quando, anche togliendo le mani dal manubrio in pianura, non scivoli né in avanti né indietro. Naso troppo basso = carico eccessivo su braccia e core. Naso troppo alto = compressione perineale. Bastano pochi gradi per rovinare tutto. Infine c’è una regola trasversale che secondo me vale sempre: ogni sedere ha bisogno della sua sella, ma ogni inclinazione del bacino rispetto al terreno ( altezza manubrio) ha bisogno di una sella diversa a parità di rider. Per esempio la sella che mi va bene in bici da corsa può essere sbagliata sull’enduro A parità di rider: – più sei piegato in avanti (XC, racing) → sella più stretta – più pedali eretto (trail, enduro, e-MTB) → sella più larga e con imbottitura più presente [URL unfurl="true"]https://www.sq-lab.com/f/120582/4450x5570/ca986deb1d/sqlab_einsatzbereiche_kategoriesierung_tabelle_0125_en_4450x5570pix.png/m/1840x2300/filters:grayscale(false):blur(0):quality(80)[/URL] Non è una questione di comfort da divano, ma di gestione corretta dei carichi. Una sella sbagliata non fa solo “male al culo”: altera la postura, affatica le mani, sovraccarica la schiena e, alla lunga, rovina anche la pedalata e salute posturale. Questo a seguito, al di la della marca della sella, è un ottimo esempio di approccio nell’indirizzarsi verso la sella giusta: [URL unfurl="true"]https://www.sq-lab.com/en/ergonomics/sit-bone-measurement-for-bike-saddles[/URL] [/QUOTE]
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