News Orbea Wild LT con Avinox (e più di 750 Watt)

Oettam20

Ebiker specialissimus
17 Settembre 2016
1.649
2.238
113
Lombardia
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Ecco qui la mia review con la speranza che possa aiutare qualcuno indeciso se acquistarla o meno... Sempre che uno riesca ad arrivare in fondo senza cali di energia o colpi di sonno... o_O :joy::joy: quindi Redbull in mano e via! :D:bomb:

Wild LT: tutta un’altra Dinamica​

IMG_6909.jpg

Dopo un po' di uscite, 300 km, 12.000 m di dislivello e parecchie prove su setting, inizio a definire il carattere di questa nuova Wild, che mi ha stregato dapprima sullo schermo per il concetto di integrazione e la filosofia costruttiva proprietarie di Orbea, per le linee snelle e al contempo distintive e per la curiosità di provare per bene il tanto amato/odiato Avinox.
Forse, per descrivere la nuova, inizierei dalle ultime parole della mia precedente review, quella della Wild 2025, che definivo “un’ottima bici, matura ed equilibrata, che in certi frangenti dà l'impressione di essere arrivata alla fine del suo sviluppo con questa piattaforma telaio/motore”.
Ecco, la nuova Wild LT sembra aver preso l'eredità della famiglia WILD, elevandola però a un altro livello, dando in ogni frangente l’impressione di essere un mezzo fresco, dinamico, di nuova generazione!

Mi concentrerò esclusivamente sulle sensazioni di guida, lasciando l’analisi del motore al mio precedente post, e mi piacerebbe collegare le sensazioni alla sempre interessante analisi della cinematica della bici fatta da Fil Palmer
. Proprio questa analisi della cinematica, in un primo momento, mi aveva lasciato perplesso, frenandomi sull'acquisto io che amo i mezzi dal carattere Racing, ma, alla luce dell'esperienza personale, quelli che mi sembravano difetti su YouTube li ho potuti apprezzare come caratteristiche positive fra terra e sassi. E cercherò di spiegarlo.

In Sella

Appena salito in sella, mi sono trovato subito a casa, con dimensioni della taglia Large paragonabili alla precedente, un angolo sella ancora più avanzato, con il seat angle intorno ai 78°, uno standover ancora più contenuto, che permette di usare reggisella telescopici fino a 240 mm di escursione, e un manubrio che, nonostante i valori di stack simili, sembra essere leggermente più alto della precedente, il che aiuta la sensazione di integrazione fra le ruote e controllo nelle discese più verticali.

Una pigiata al comando motore proprietario di Orbea e si parte. Anzi va in OFF e non si parte proprio!?! Il comando è molto ergonomico, con un potente LED che segnala col colore la modalità ed è intuibile anche nella guida in piedi e nelle situazioni dove non si puo distogliere lo sguardo per guardare il toptube. La pecca è che è impostato al contrario di tutti gli altri sistemi, quindi per aumentare l'assistenza si preme in basso... un bell'esercizio per il cervello, tipo “Avanti un altro” di Bonolis e le sequenze di risposte sbagliate... :joy:

In Salita

Già sulle prime facili sterrate in salita si nota una dinamica della sospensione diversa. La sospensione, a parità di SAG al 30%, lavora maggiormente, segno da un lato della maggiore progressività del carro, con un rate salito che si sviluppa fra 3,15 e 2,15, il che rende la prima parte dell'escursione più morbida per poi indurirsi di parecchio sul finale della corsa, e dall'altro dell'anti-squat inferiore, che è passato da 110% a meno del 90% che non inibisce la compressione della sospensione neanche sotto la spinta a tutta dei 130 Nm di cui è capace l'Avinox.

Quando la salita passa dal livello PegPerego al livello Montesa, aumenta il godimento e si ha la netta percezione del miglioramento rispetto alla già ottima precedente versione, tanto che la considero la bici migliore mai provata sulle salite impossibili. Così tanto migliore che, nelle prime uscite, sono anche rimasto spiazzato più di una volta per quei pezzi trialistici che sono riuscito a passare, tanto che, incredulo, mi fermavo appena dopo aver passato l’ostacolo perché, in cuor mio, ero convinto di incagliarmi con una ruota su e una giù. E invece basta continuare a pedalare, mai smettere con questo motore, col Bosch te lo puoi permettere, con l’Avinox la fermata dei pedali corrisponde alla fermata della bici, e lei sale.

Col tempo ho capito che con lei ci sono due possibili modi di approcciare la salita tecnica: con ammo “bloccato”, più sicura e imperturbabile anche per il rider meno smalizato, cercando di aumentare artificialmente l'anti-squat della cinematica, ma con meno trazione al posteriore, oppure con ammo aperto. Qui anche il livello del rider deve salire a "Garibbo dei poveri" muovendosi di più col corpo per compensare il più evidente beccheggio della bici che si ha con la nuova cinematica, dove il minore anti-squat lascia il carro più libero di comprimersi ed estendersi sotto pedalata e trasferimenti di carico. In questi frangenti il retrotreno segue qualsiasi avvallamento e si guadagna una trazione impressionante, con effetto Monster Truck. In quei momenti "OH SHIT!" si apprezza che c'è veramente poca interferenza della catena e il pedal kickback contenuto permette alla sospensione di continuare a lavorare anche mentre si spinge forte sui pedali e l'Avinox mette tutti i suoi watt.

Proprio questa caratteristica fa sì che un’altezza del movimento centrale staticamente molto alta (il BB è veramente alto sulla carta, circa 360 mm, 2 cm più alto di una Zendit per capirci) risulti, in realtà, più bassa e prona a qualche zappata coi pedali, nonostante le pedivelle da soli 155 mm, perché il maggiore utilizzo dinamico del travel abbassa più frequentemente il ride height effettivo. Quando Fil Palmer aveva descritto l'altezza del BB avevo già gettato la spugna, sicuro che la sensazione di integrazione sarebbe stata poca e mi sarei sentito “appeso sopra la bici” invece che, come piace a me, “dentro la bici”, ma nell'utilizzo reale è stato esattamente l'opposto.
Nonostante la facilità di movimento della sospensione posteriore, che ogni tanto fa zappare a terra anche con le corte pedivelle di soli 155 mm, rimane comunque la grande luce a terra che l’Avinox ha rispetto al Bosch. Penso che, a occhio, ci siano almeno 3 cm in più di luce motore-terreno e, inoltre, non ci sono più le terribili alette di sinistra, tanto prone a incastrarsi nei passaggi stretti quanto a spezzarsi negli impatti più violenti: un grande vantaggio sui sentieri lenti, rocciosi e a gradini.
 
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Oettam20

Ebiker specialissimus
17 Settembre 2016
1.649
2.238
113
Lombardia
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In Discesa

Quando si raggiunge la vetta e si abbassa il reggisella, la Wild non si nasconde più dietro la fama dell'Avinox e rimane nuda su due ruote e una ciclistica :heart_eyes: . Ed è qui che è libera di esprimere il suo nuovo carattere da atleta di parkour, con tanta agilità e voglia di staccare le ruote da terra, in una parola: DINAMICA.

Ovviamente in considerazione del segmento di applicazione Enduro. Dove quella precedente rimaneva più granitica e imperturbabile agli impulsi più lievi dati col corpo, questa reagisce meglio e risponde con più prontezza alle pompate di gambe, ai cambi di traiettoria o agli alleggerimenti dell’avantreno e del retrotreno. Quello che Fil Palmer descriveva come un axle path tendenzialmente verticale elimina quella sensazione di “sonnolenza” tipica dei sistemi molto vincolati o high-pivot, contraccambiando con una risposta più naturale e diretta ai movimenti del rider.

Soprattutto in discesa, il retrotreno è l’elemento che è migliorato maggiormente in questa bici. Fluido, lineare nella risposta, sensibilissimo sulle piccole asperità ma senza arrivare troppo presto ai fondocorsa e, allo stesso tempo, sostenuto da metà corsa in avanti grazie all'aumentato leverage ratio. Il pedal kickback è talmente contenuto, addirittura circa un solo grado con la catena sul pignone da 10 denti, che nelle prime discese ero quasi convinto fosse installato il meccanismo DEG sulle ruote DT Swiss, tanto da smontare la ruota per controllare il mozzo. Invece niente DEG: quella sensazione di sospensione così libera e svincolata dai pedali arriva proprio dalla nuova cinematica della Wild. Un vero miglioramento, una sensazione quasi da ammortizzatore a molla. Sicuramente parte del miglioramento va attribuita anche al rinnovato Float X2, ma le sensazioni di questo carro non le ho mai avute sulla versione precedente.

Quando la discesa curva secca e ci si attacca ai freni, appare un'altra caratteristica sottolineata con “stupore” da Fil Palmer: l'anti-rise di circa 53%. Questo è uno dei punti su cui Fil Palmer è più critico dal punto di vista “racing”. Con un valore relativamente basso, la sospensione posteriore rimane abbastanza attiva in frenata e tende meno a comprimersi per effetto del freno. Ma anche questa caratteristica, seppur percepibile, si traduce in un maggior lavoro della sospensione posteriore in frenata che, se coadiuvata da uno spostamento del carico del rider, dona tanto grip sulla gomma posteriore anche in questo frangente.

Per contro, la bici ha una maggiore sensibilità ai cambi di peso tra anteriore e posteriore e un maggiore beccheggio. Questo lo si può sfruttare a proprio favore oppure subirlo, se non si è particolarmente dinamici nella guida. Ecco, forse in ottica racing questa grande attività della sospensione riduce un po' il supporto e la prontezza quando si vuole uscire forte da una curva pedalando: si avverte una prima fase dove un po' di potenza viene dispersa nell'affondamento e solo dopo viene scaricata tutta in avanzamento. Sono frazioni di secondo, sensazioni più che reale fastidio, e comunque solo in un'ottica da tempo in prova speciale. Ho provato a compensare questa reattività con un po' più di freno in compressione, ma alla fine sono tornato indietro perché, a fronte di piccoli miglioramenti in uscita di curva, comprometteva tutti gli altri aspetti.

Inoltre, sotto al manubrio scorrono gli steli di una rinnovata Fox 38 MY27 che quest’anno lavora con pressioni mediamente inferiori di 18/20 PSI a parità di SAG e ha fatto uno sforzo per sembrare più una Zeb, con un supporto in compressione mediamente inferiore. Anche qui, più libero e dinamico. Il risultato complessivo è una bici che varia maggiormente il proprio assetto sotto accelerazioni, frenate e spostamenti del rider, ma che proprio per questo può essere caricata, compressa e fatta reagire con maggiore facilità. Nulla di male, Fil, è solo una caratteristica che bisogna sfruttare a proprio vantaggio e non subire.

In Conclusione

La precedente Wild era quasi monolitica, e chi ha avuto il piacere di provare le prime Honda da cross col telaio in alluminio sa cosa voglio dire: quella sensazione di imperturbabilità che ti faceva sempre sentire un po’ appeso e al servizio della bici, perché tanto lei sarebbe andata dritta al nodo e tu avresti dovuto assecondarla.

Con questa nuova versione, invece, lei è più trasparente, più affiatata col rider e non è lei a dettare lo stile di guida, ma anzi è più pronta ad assecondare come il rider vuole guidare: più leggera e salterina se il rider lo vuole, o più dritta e schiacciasassi se invece è questo che il rider desidera (è probabilmente qui che si sente meglio l’insieme tra sospensione poco condizionata dalla catena, basso pedal kickback e forte progressività finale: libera nei primi movimenti, ma sostenuta quando si entra più profondamente nel travel).

Il bello di questa Wild rimane comunque la polivalenza, e qui la parola “dinamica” assume un altro significato. Pur essendo un’endurona pronta ai percorsi più di merda che uno possa pensare, quando sei sul flow o su pendenze in discesa non a doppia cifra, lei è comunque divertente. Non è una di quelle bici che hanno bisogno della Black Snake in Val di Sole per ravvivarsi.

La nuova Wild LT è una tuttofare incredibilmente divertente in un range di situazioni molto ampio.

E forse è proprio questa la differenza più evidente rispetto alla precedente: non necessariamente fa tutto meglio perché è più stabile o più “piantata”, ma perché lascia più possibilità al rider di interpretare con la propria quida il significato della parola DINAMICA.
 
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SKAKIO

Ebiker potentibus
28 Febbraio 2023
921
738
93
34
Padova
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Bici
-
Inoltre, sotto al manubrio scorrono gli steli di una rinnovata Fox 38 MY27 che quest’anno lavora con pressioni mediamente inferiori di 18/20 PSI a parità di SAG e ha fatto uno sforzo per sembrare più una Zeb, con un supporto in compressione mediamente inferiore.
Scusa la mia ignoranza ma.... quindi la zeb sarebbe più meglio ed adatta a questa bici? (Non ho mai capito le reali differenze tra fox e zeb... per me sono solo come 2 concorrenti e basta, senza alcuna preferenza). La mia arriverà con la zeb su cui alla prima revisione farò cambiare la cartuccia


P.s. mi hai fatto anestetizzare la gambe sulla tazza per leggere tutto
 
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Oettam20

Ebiker specialissimus
17 Settembre 2016
1.649
2.238
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Lombardia
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Scusa la mia ignoranza ma.... quindi la zeb sarebbe più meglio ed adatta a questa bici? (Non ho mai capito le reali differenze tra fox e zeb... per me sono solo come 2 concorrenti e basta, senza alcuna preferenza). La mia arriverà con la zeb su cui alla prima revisione farò cambiare la cartuccia
No non é meglio la Zeb in assoluto ma la Ultimate dava l’impressione di essere piu confortevole e sembrava leggere meglio le piccole asperità. La 38 a mio parere fino al 2026 era piu racing, amava di piu essere usata forte e quando si andava piano picchiava un po più sui polsi. Sono comunque sfumature e preferenze personali. Sto facendo il confronto Ultimate vs Factory 2026. Non ho provato l’ultima Zeb, quella con le camere maggiorate.
Invece questa ultima versione della Factory è anche piu confortevole “al trotto” ma sempre super efficace “al galoppo”
P.s. mi hai fatto anestetizzare la gambe sulla tazza per leggere tutto

:cool: :joy: :joy: :joy:
 
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gil46

Ebiker specialissimus
24 Gennaio 2020
1.891
1.137
113
51
Marche
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Bici
Orbea Wild
@Oettam20 ottima recensione e cmq posso confermae le tue sensazioni in salita cosi e anche a me ha dato l'imptessione che rispetto alla precedente wild e' piu,' un tutto fare. Per la discesa scarso come sono non minpronincio perche' che mi dai una graziella o un carramarto, sempre piano vado giu'.
 
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alexnotari65

Ebiker celestialis
2 Novembre 2016
7.861
3.944
113
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Parma
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Bici
Orbea Wild Team
In Discesa

Quando si raggiunge la vetta e si abbassa il reggisella, la Wild non si nasconde più dietro la fama dell'Avinox e rimane nuda su due ruote e una ciclistica :heart_eyes: . Ed è qui che è libera di esprimere il suo nuovo carattere da atleta di parkour, con tanta agilità e voglia di staccare le ruote da terra, in una parola: DINAMICA.

Ovviamente in considerazione del segmento di applicazione Enduro. Dove quella precedente rimaneva più granitica e imperturbabile agli impulsi più lievi dati col corpo, questa reagisce meglio e risponde con più prontezza alle pompate di gambe, ai cambi di traiettoria o agli alleggerimenti dell’avantreno e del retrotreno. Quello che Fil Palmer descriveva come un axle path tendenzialmente verticale elimina quella sensazione di “sonnolenza” tipica dei sistemi molto vincolati o high-pivot, contraccambiando con una risposta più naturale e diretta ai movimenti del rider.

Soprattutto in discesa, il retrotreno è l’elemento che è migliorato maggiormente in questa bici. Fluido, lineare nella risposta, sensibilissimo sulle piccole asperità ma senza arrivare troppo presto ai fondocorsa e, allo stesso tempo, sostenuto da metà corsa in avanti grazie all'aumentato leverage ratio. Il pedal kickback è talmente contenuto, addirittura circa un solo grado con la catena sul pignone da 10 denti, che nelle prime discese ero quasi convinto fosse installato il meccanismo DEG sulle ruote DT Swiss, tanto da smontare la ruota per controllare il mozzo. Invece niente DEG: quella sensazione di sospensione così libera e svincolata dai pedali arriva proprio dalla nuova cinematica della Wild. Un vero miglioramento, una sensazione quasi da ammortizzatore a molla. Sicuramente parte del miglioramento va attribuita anche al rinnovato Float X2, ma le sensazioni di questo carro non le ho mai avute sulla versione precedente.

Quando la discesa curva secca e ci si attacca ai freni, appare un'altra caratteristica sottolineata con “stupore” da Fil Palmer: l'anti-rise di circa 53%. Questo è uno dei punti su cui Fil Palmer è più critico dal punto di vista “racing”. Con un valore relativamente basso, la sospensione posteriore rimane abbastanza attiva in frenata e tende meno a comprimersi per effetto del freno. Ma anche questa caratteristica, seppur percepibile, si traduce in un maggior lavoro della sospensione posteriore in frenata che, se coadiuvata da uno spostamento del carico del rider, dona tanto grip sulla gomma posteriore anche in questo frangente.

Per contro, la bici ha una maggiore sensibilità ai cambi di peso tra anteriore e posteriore e un maggiore beccheggio. Questo lo si può sfruttare a proprio favore oppure subirlo, se non si è particolarmente dinamici nella guida. Ecco, forse in ottica racing questa grande attività della sospensione riduce un po' il supporto e la prontezza quando si vuole uscire forte da una curva pedalando: si avverte una prima fase dove un po' di potenza viene dispersa nell'affondamento e solo dopo viene scaricata tutta in avanzamento. Sono frazioni di secondo, sensazioni più che reale fastidio, e comunque solo in un'ottica da tempo in prova speciale. Ho provato a compensare questa reattività con un po' più di freno in compressione, ma alla fine sono tornato indietro perché, a fronte di piccoli miglioramenti in uscita di curva, comprometteva tutti gli altri aspetti.

Inoltre, sotto al manubrio scorrono gli steli di una rinnovata Fox 38 MY27 che quest’anno lavora con pressioni mediamente inferiori di 18/20 PSI a parità di SAG e ha fatto uno sforzo per sembrare più una Zeb, con un supporto in compressione mediamente inferiore. Anche qui, più libero e dinamico. Il risultato complessivo è una bici che varia maggiormente il proprio assetto sotto accelerazioni, frenate e spostamenti del rider, ma che proprio per questo può essere caricata, compressa e fatta reagire con maggiore facilità. Nulla di male, Fil, è solo una caratteristica che bisogna sfruttare a proprio vantaggio e non subire.

In Conclusione

La precedente Wild era quasi monolitica, e chi ha avuto il piacere di provare le prime Honda da cross col telaio in alluminio sa cosa voglio dire: quella sensazione di imperturbabilità che ti faceva sempre sentire un po’ appeso e al servizio della bici, perché tanto lei sarebbe andata dritta al nodo e tu avresti dovuto assecondarla.

Con questa nuova versione, invece, lei è più trasparente, più affiatata col rider e non è lei a dettare lo stile di guida, ma anzi è più pronta ad assecondare come il rider vuole guidare: più leggera e salterina se il rider lo vuole, o più dritta e schiacciasassi se invece è questo che il rider desidera (è probabilmente qui che si sente meglio l’insieme tra sospensione poco condizionata dalla catena, basso pedal kickback e forte progressività finale: libera nei primi movimenti, ma sostenuta quando si entra più profondamente nel travel).

Il bello di questa Wild rimane comunque la polivalenza, e qui la parola “dinamica” assume un altro significato. Pur essendo un’endurona pronta ai percorsi più di merda che uno possa pensare, quando sei sul flow o su pendenze in discesa non a doppia cifra, lei è comunque divertente. Non è una di quelle bici che hanno bisogno della Black Snake in Val di Sole per ravvivarsi.

La nuova Wild LT è una tuttofare incredibilmente divertente in un range di situazioni molto ampio.

E forse è proprio questa la differenza più evidente rispetto alla precedente: non necessariamente fa tutto meglio perché è più stabile o più “piantata”, ma perché lascia più possibilità al rider di interpretare con la propria quida il significato della parola DINAMICA.
Hai provato anche a cambiare il filo chip? Io per ora lo sto usando in high, forse sulle discese più trialistiche un angolo forcella più aperto potrebbe darmi un po più di sicurezza, ma in salita così è uno spettacolo e anche sul veloce mi da comunque molta sicurezza.
 
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SKAKIO

Ebiker potentibus
28 Febbraio 2023
921
738
93
34
Padova
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Bici
-
No non é meglio la Zeb in assoluto ma la Ultimate dava l’impressione di essere piu confortevole e sembrava leggere meglio le piccole asperità. La 38 a mio parere fino al 2026 era piu racing, amava di piu essere usata forte e quando si andava piano picchiava un po più sui polsi. Sono comunque sfumature e preferenze personali. Sto facendo il confronto Ultimate vs Factory 2026. Non ho provato l’ultima Zeb, quella con le camere maggiorate.
Invece questa ultima versione della Factory è anche piu confortevole “al trotto” ma sempre super efficace “al galoppo”


:cool: :joy: :joy: :joy:
Allora oltre che per il portafoglio ho fatto la scelta giusta per me
 
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Pietro.68

Ebiker celestialis
3 Gennaio 2019
8.303
8.763
113
Veneto
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Bici
Levo e Stumpjumper
No non é meglio la Zeb in assoluto ma la Ultimate dava l’impressione di essere piu confortevole e sembrava leggere meglio le piccole asperità. La 38 a mio parere fino al 2026 era piu racing, amava di piu essere usata forte e quando si andava piano picchiava un po più sui polsi.
io ho la 38 e la bici è di dicembre 2025. Non so se ho la 2026 o la 2027.
Quando l'ho presa ero preoccupato da quello che si diceva della 38 fox.
Invece devo dire che è proprio una gran forcella, una volta trovata la regolazione giusta alle alte e alle basse per il proprio stile di guida.
 

alemar67

Ebiker ex novello
7 Gennaio 2021
18
12
3
59
catania
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canyon
Ecco qui la mia review con la speranza che possa aiutare qualcuno indeciso se acquistarla o meno... Sempre che uno riesca ad arrivare in fondo senza cali di energia o colpi di sonno... o_O :joy::joy: quindi Redbull in mano e via! :D:bomb:

Wild LT: tutta un’altra Dinamica​

Vedi l'allegato 89064

Dopo un po' di uscite, 300 km, 12.000 m di dislivello e parecchie prove su setting, inizio a definire il carattere di questa nuova Wild, che mi ha stregato dapprima sullo schermo per il concetto di integrazione e la filosofia costruttiva proprietarie di Orbea, per le linee snelle e al contempo distintive e per la curiosità di provare per bene il tanto amato/odiato Avinox.
Forse, per descrivere la nuova, inizierei dalle ultime parole della mia precedente review, quella della Wild 2025, che definivo “un’ottima bici, matura ed equilibrata, che in certi frangenti dà l'impressione di essere arrivata alla fine del suo sviluppo con questa piattaforma telaio/motore”.
Ecco, la nuova Wild LT sembra aver preso l'eredità della famiglia WILD, elevandola però a un altro livello, dando in ogni frangente l’impressione di essere un mezzo fresco, dinamico, di nuova generazione!

Mi concentrerò esclusivamente sulle sensazioni di guida, lasciando l’analisi del motore al mio precedente post, e mi piacerebbe collegare le sensazioni alla sempre interessante analisi della cinematica della bici fatta da Fil Palmer
. Proprio questa analisi della cinematica, in un primo momento, mi aveva lasciato perplesso, frenandomi sull'acquisto io che amo i mezzi dal carattere Racing, ma, alla luce dell'esperienza personale, quelli che mi sembravano difetti su YouTube li ho potuti apprezzare come caratteristiche positive fra terra e sassi. E cercherò di spiegarlo.

In Sella

Appena salito in sella, mi sono trovato subito a casa, con dimensioni della taglia Large paragonabili alla precedente, un angolo sella ancora più avanzato, con il seat angle intorno ai 78°, uno standover ancora più contenuto, che permette di usare reggisella telescopici fino a 240 mm di escursione, e un manubrio che, nonostante i valori di stack simili, sembra essere leggermente più alto della precedente, il che aiuta la sensazione di integrazione fra le ruote e controllo nelle discese più verticali.

Una pigiata al comando motore proprietario di Orbea e si parte. Anzi va in OFF e non si parte proprio!?! Il comando è molto ergonomico, con un potente LED che segnala col colore la modalità ed è intuibile anche nella guida in piedi e nelle situazioni dove non si puo distogliere lo sguardo per guardare il toptube. La pecca è che è impostato al contrario di tutti gli altri sistemi, quindi per aumentare l'assistenza si preme in basso... un bell'esercizio per il cervello, tipo “Avanti un altro” di Bonolis e le sequenze di risposte sbagliate... :joy:

In Salita

Già sulle prime facili sterrate in salita si nota una dinamica della sospensione diversa. La sospensione, a parità di SAG al 30%, lavora maggiormente, segno da un lato della maggiore progressività del carro, con un rate salito che si sviluppa fra 3,15 e 2,15, il che rende la prima parte dell'escursione più morbida per poi indurirsi di parecchio sul finale della corsa, e dall'altro dell'anti-squat inferiore, che è passato da 110% a meno del 90% che non inibisce la compressione della sospensione neanche sotto la spinta a tutta dei 130 Nm di cui è capace l'Avinox.

Quando la salita passa dal livello PegPerego al livello Montesa, aumenta il godimento e si ha la netta percezione del miglioramento rispetto alla già ottima precedente versione, tanto che la considero la bici migliore mai provata sulle salite impossibili. Così tanto migliore che, nelle prime uscite, sono anche rimasto spiazzato più di una volta per quei pezzi trialistici che sono riuscito a passare, tanto che, incredulo, mi fermavo appena dopo aver passato l’ostacolo perché, in cuor mio, ero convinto di incagliarmi con una ruota su e una giù. E invece basta continuare a pedalare, mai smettere con questo motore, col Bosch te lo puoi permettere, con l’Avinox la fermata dei pedali corrisponde alla fermata della bici, e lei sale.

Col tempo ho capito che con lei ci sono due possibili modi di approcciare la salita tecnica: con ammo “bloccato”, più sicura e imperturbabile anche per il rider meno smalizato, cercando di aumentare artificialmente l'anti-squat della cinematica, ma con meno trazione al posteriore, oppure con ammo aperto. Qui anche il livello del rider deve salire a "Garibbo dei poveri" muovendosi di più col corpo per compensare il più evidente beccheggio della bici che si ha con la nuova cinematica, dove il minore anti-squat lascia il carro più libero di comprimersi ed estendersi sotto pedalata e trasferimenti di carico. In questi frangenti il retrotreno segue qualsiasi avvallamento e si guadagna una trazione impressionante, con effetto Monster Truck. In quei momenti "OH SHIT!" si apprezza che c'è veramente poca interferenza della catena e il pedal kickback contenuto permette alla sospensione di continuare a lavorare anche mentre si spinge forte sui pedali e l'Avinox mette tutti i suoi watt.

Proprio questa caratteristica fa sì che un’altezza del movimento centrale staticamente molto alta (il BB è veramente alto sulla carta, circa 360 mm, 2 cm più alto di una Zendit per capirci) risulti, in realtà, più bassa e prona a qualche zappata coi pedali, nonostante le pedivelle da soli 155 mm, perché il maggiore utilizzo dinamico del travel abbassa più frequentemente il ride height effettivo. Quando Fil Palmer aveva descritto l'altezza del BB avevo già gettato la spugna, sicuro che la sensazione di integrazione sarebbe stata poca e mi sarei sentito “appeso sopra la bici” invece che, come piace a me, “dentro la bici”, ma nell'utilizzo reale è stato esattamente l'opposto.
Nonostante la facilità di movimento della sospensione posteriore, che ogni tanto fa zappare a terra anche con le corte pedivelle di soli 155 mm, rimane comunque la grande luce a terra che l’Avinox ha rispetto al Bosch. Penso che, a occhio, ci siano almeno 3 cm in più di luce motore-terreno e, inoltre, non ci sono più le terribili alette di sinistra, tanto prone a incastrarsi nei passaggi stretti quanto a spezzarsi negli impatti più violenti: un grande vantaggio sui sentieri lenti, rocciosi e a gradini.
CIAO per avere una idea visto che sono anchio L/XL , quanto sei alto e altezza cavallo? grazie
 

gil46

Ebiker specialissimus
24 Gennaio 2020
1.891
1.137
113
51
Marche
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Bici
Orbea Wild
io ho la 38 e la bici è di dicembre 2025. Non so se ho la 2026 o la 2027.
Quando l'ho presa ero preoccupato da quello che si diceva della 38 fox.
Invece devo dire che è proprio una gran forcella, una volta trovata la regolazione giusta alle alte e alle basse per il proprio stile di guida.
La specy monta il vecchio modello fox non la versione con cartuccia 2027
 

Lukewhite

Ebiker pedalantibus
27 Dicembre 2021
209
116
43
Roma
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Bici
Orbea Rallon Rs
Quando preso la nuova bici ho sperato che ci fosse montata la nuova 38...peccato!
Per quanto riguarda la vecchia ho esperienza con la grip2 e gripX2. Sulla grip2 l'unico difetto è che la trovavo poco sensibile nella prima parte di corsa e in particolare me ne accorgevo sui radiciai dove trasmetteva parecchie vibrazioni al manubrio. Poi alla prima manutenzione gli ho fatto eseguire il tuning e l'ho sentita subito più scorrevole e infatti sono sceso da 95 a 90 psi. La gripx2 e settata a 90 psi è già più sensibile ripetto mia precedente grip2. Quello che non ho capito di Fox è perchè sull'X2 Neo abbia tolto il registro per la regolazione delle compressioni alle alte velocità e per modificare questo parametro bisogna necessariamente aprire l'ammortizzatore.
 

Oettam20

Ebiker specialissimus
17 Settembre 2016
1.649
2.238
113
Lombardia
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L'archetto che collega i due foderi e' bucato sulla 2027 e in sella giardando gli steli a sinistra e destra vicino allanruota ci sono due piccoli fori per attaccare il nuovo parafango fox.
Esatto, cambia l'archetto in toto, studiato con generative design che tiene in considerazione i carichi che si generano durante l'uso.

1789733855041.png
 
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alexnotari65

Ebiker celestialis
2 Novembre 2016
7.861
3.944
113
61
Parma
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Bici
Orbea Wild Team
Aggiornamento estetico/funzionale della bici con ruote in carbonio Carbon Core, e pesata con questo upgrade, ma con ammo Fox originale, visto che l’Intend è in manutenzione, per cui da questo peso togliamo altri 200/300.
 

Allegati

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alexnotari65

Ebiker celestialis
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Orbea Wild Team
Ma dopo l'ultima avventura in cui hai massacrato una ruota non ti intimorisce girare con cerchio in carbonio?
Veramente ho massacrato i raggi di una ruota, non il cerchio, e ho sempre avuto un paio di ruote in carbonio per le mie Emtb, dopo 5 anni delle prime CarbonCore queste sono nuove, più affidabili delle prime, che erano montato con mozzi non per Emtb, molto leggeri ma dopo 5 anni hanno cominciato ad avere acciacchi, i cerchi erano rovinati, per cui queste sono le nuove, con mozzi DT 350 per Emtb.
Questa in foto era la prima Wild su cui le ho montate, mai un problema ai cerchi o ai raggi, solo ai mozzi, ma dopo 5 anni.
 

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SKAKIO

Ebiker potentibus
28 Febbraio 2023
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Veramente ho massacrato i raggi di una ruota, non il cerchio, e ho sempre avuto un paio di ruote in carbonio per le mie Emtb, dopo 5 anni delle prime CarbonCore queste sono nuove, più affidabili delle prime, che erano montato con mozzi non per Emtb, molto leggeri ma dopo 5 anni hanno cominciato ad avere acciacchi, i cerchi erano rovinati, per cui queste sono le nuove, con mozzi DT 350 per Emtb.
Questa in foto era la prima Wild su cui le ho montate, mai un problema ai cerchi o ai raggi, solo ai mozzi, ma dopo 5 anni.
Per me con la wild sarà la prima esperienza con il carbonio e quindi sono ancora molto intimorito...
Soprattutto andando a ripensare a tutte le sventole che sento prendersi i cerchi durante i miei giri... In parte dei miei sentieri ci sono sassi smossi anche appuntiti della grandezza di un pugno
 

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